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Elezioni, il terno al lotto dei sondaggi

Ultimo giorno per la diffusione dei sondaggi per le elezioni del 24 e 25 febbraio.


di Alessandro Canella
Categorie: Politica
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Oggi è l'ultimo giorno per la diffusione dei sondaggi. Molto difficile azzeccare il risultato in questa campagna elettorale, a causa dell'incognita astensionismo e delle nuove formazioni. I sondaggi usati come arma contro gli avversari, anche se i trend dovrebbero essere confermati.

Da domani sarà vietato diffondere sondaggi sui possibili risultati delle elezioni del 24 e 25 febbraio. Oggi infatti è l'ultimo giorno disponibile prima dello stop e molti soggetti hanno commissionato rilevazioni per avere una fotografia che dia uno scenario almeno verosimile su quel che succederà alle elezioni politiche.
Nei giorni scorsi sono state sollevate diverse polemiche sull'attendibilità dei sondaggi. I Radicali, ad esempio, hanno sottolineato la questione dei committenti. Difficile fidarsi di un sondaggio, se chi lo ha commissionato è uno dei partiti in corsa per le elezioni.

Ai nostri microfoni, Davide Policastro di Youtrend, istituto indipendente che studia le tendenze politiche e sociali, rivela quali sono in realtà i problemi più grossi per azzeccare il risultato della consultazione che avverrà fra due settimane.
"Dal punto di vista statistico - spiega l'esperto - queste sono le elezioni più complesse da vent'anni a questa parte". E non è solo un modo di dire: ci sono molte analogie con le elezioni del 1994.
Una delle questioni principali riguarda le formazioni senza una storia elettorale pregressa, in particolare "Scelta Civica" guidata da Mario Monti e i grillini del M5S. Non avere un termine di paragone con risultati precedenti non aiuta a comprendere il comportamento del loro elettorato. "È quello che accadde con la discesa in campo di Forza Italia nel 1994", ricorda Policastro.

Un'altra tegola sull'attendibilità dei sondaggi è rappresentata dall'astensionismo. A rispondere ai sondaggi telefoniche, infatti, sono soprattutto quegli elettori che pensano di andare a votare, mentre l'astensione è stimata al 40%, contro il 20% tradizionale.
"Se il 20% mancante decide di andare a votare - fa notare il sondaggista - gli scenari che si presentano possono essere sensibilmente diversi".
Inoltre, storicamente l'alta affluenza favorisce le grandi formazioni, nel caso italiano centrosinistra e centrodestra, mentre il forte astensionismo favorisce i partiti più piccoli, dove la componente identitaria è più forte ed è più facile mobilitare i sostenitori per andare alle urne.

Quanto ai metodi che non tengono conto delle nuove tecnologie, Policastro rimane scettico: "È vero che in alcuni casi, come nelle Amministrative in cui il M5S ha avuto una forte affermazione, non tenere conto del web ha prodotto ampi margini di errore, ma le case di sondaggio sono corse ai ripari. Il web altera l'equilibrio del campione, specie in Italia dove il digital divide interessa la metà della popolazione".
Inoltre, sempre secondo l'esperto, fare i furbi su internet è molto più facile che attraverso la classica telefonata.

Allora cosa aspettarsi dai sondaggi? Data la complessità venutasi a creare in questa tornata elettorale meglio andarci coi piedi di piombo, specie quando il distacco tra due formazioni è di un paio di punti. Il margine di errore, infatti, non è eliminabile completamente e rimane del 2%, in più o in meno.
"In ogni caso - conclude Policastro - Se tutti i sondaggi danno in crescita una formazione, è difficile pensare che non esista una tendenza sociale corrispondente".


Ascolta l'intervista a Davide Policastro

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