Radio Città Fujiko»Notizie

Effetto Rolex: nuove bombe dall'Italia all'Arabia Saudita

La denuncia della Rete Italiana Disarmo, che annuncia mobilitazioni.


di Alessandro Canella
Categorie: Movimento
Italia-bombe-Arabia-Saudita.jpg

Nonostante le impiccagioni che destabilizzano il Medioriente e la guerra in Yemen senza mandato internazionale, l'Italia continua a vendere armi all'Arabia Saudita, trasgredendo anche la legge. Lo denuncia la Rete Italiana Disarmo che annuncia mobilitazioni.

Se ha fatto sorridere la cialtronaggine dei delegati italiani in missione in Arabia Saudita, che si sono accapigliati per avere in omaggio i Rolex offerti da Ryad, fanno sicuramente meno ridere i commerci macchiati di sangue che il nostro Paese continua a fare.
La Rete Italiana Disarmo denuncia che sabato scorso, dall'aeroporto di Cagliar Elmas è infatti partito un nuovo carico di bombe per rifornire l’aviazione saudita. Ne ha dato notizia il deputato sardo Mauro Pili (Gruppo Misto - Unidos) evidenziando che, a differenza delle precedenti spedizioni, l’operazione di imbarco su un cargo Boeing 747 della compagnia azera Silk Way è avvenuta “in modo più furtivo in un lato estremo della pista”. Il cargo è atterrato alla base della Royal Saudi Air Force di Taif, non lontano dalla Mecca.

Si tratta della quinta spedizione di bombe aeree autorizzata dal governo italiano nel giro di pochi mesi: le prime due, a partire dall’ottobre scorso, sono avvenute via aereo cargo, altre due sono state effettuate imbarcando le bombe ai porti di Olbia e Cagliari. Le bombe sono prodotte dalla RWM Italia, azienda tedesca del gruppo Rheinmetall con sede legale a Ghedi (Brescia) e stabilimento a Domunovas (Carbonia-Igliesias) in Sardegna.
A chiedere conto al governo italiano sono stati in molti, ma finora le risposte giunte dall’esecutivo sono state evasive e contraddittorie, come le parole della ministra Pinotti secondo cui "l'Italia non vende bombe ai sauditi".

Tutto ciò avviene mentre le 47 esecuzioni dei sauditi hanno destabilizzato il Medioriente e mentre da oltre 9 mesi il Paese stia conducendo una guerra in Yemen, che ha provocato oltre 6mila vittime - di cui 700 bambini - senza alcun mandato internazionale e favorendo l'avanzata dell'Isis e di altre formazioni jihadiste, e il bombardamento di postazioni civili, tra cui l'ospedale di Medici Senza Frontiere.
"La legge italiana 185/1990 vieta espressamente non solo l’esportazione, ma anche il solo transito, il trasferimento intracomunitario e l’intermediazione di materiali di armamento verso i Paesi in stato di conflitto armato, in contrasto con i principi dell’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite", osserva ai nostri microfoni Giorgio Beretta di Opal, una delle associazioni della Rete Disarmo.
Di qui l'annuncio di mobilitazioni e di pressioni da esercitare sui parlamentari per chiedere conto al governo di quanto sta accadendo.


Ascolta l'intervista a Giorgio Beretta

Ascolta Online


realizzato da Channelweb srl  /  progetto grafico Eddy Anselmi  /  P. IVA 00954970372

Questo sito web impiega cookie tecnici e di profilazione, proseguendo nella navigazione si acconsente al loro utilizzo close[ informazioni ]