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E dai renziani arriva lo stop al People Mover

La polemica post elettorale interna al Pd di Bologna.


di Alessandro Canella
Categorie: Politica
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Il renziano De Pasquale invoca un cambio di rotta e critica alcuni dei principali progetti che il partito sta portando avanti. Al segretario Donini, che aveva definito il People Mover necessario come l'aria, De Pasquale risponde: "Qualcuno ne ha bisogno come l'aria, ma non la città".

I renziani bolognesi tornano alla carica e, dopo la delusione delle elezioni, chiedono un cambio di rotta anche per le politiche cittadine.
A dire la sua, quest'oggi, è Andrea De Pasquale, ex consigliere provinciale di area renziana, che mette in discussione alcuni dei progetti su cui il partito, fino ad ora, sembrava inamovibile. E così si invoca lo stop al centro tecnico del Bologna calcio a Granarolo, che si sta rivelando un pasticcio a causa dell'inquinamento elettromagnetico, ma anche agli appalti concessi col sistema del global service e, ciliegina sulla torta, al People Mover, che giusto pochi giorni fa il segretario Democratico Raffaele Donini aveva difeso affermando che serve "come l'aria".

Cambiare rotta, sembra voler dire l'ex consigliere sul suo sito, serve ad arginare i malumori sui temi citati "su cui Grillo ha facilmente mietuto consensi".
La svolta richiesta è di 360 gradi: "Nel Pd si dà per scontato che le nostre ricette tradizionali, le proposte che piacciono al nostro elettorato storico, le prassi invalse nelle nostre amministrazioni siano di per sè soluzioni buone per l'interesse collettivo. E non ci rendiamo conto che chi ci guarda ha spesso l'impressione opposta".
De Pasquale è anche più duro e sostiene "che quelle soluzioni siano innanzitutto orientate a tutelare noi stessi, a garantire un sistema di scambi tutto interno al nostro mondo, a mandare avanti insomma la famosa 'ditta'. E che il "pubblico interesse" sia spesso "una foglia di fico, uno slogan vuoto".

E così arriva anche la bocciatura del People Mover, la monorotaia che dovrebbe collegare aeroporto-stazione e che è ancora al palo dal lontano 2005. "Dopo la vicenda Civis - osserva De Pasquale - stiamo proseguendo sulla stessa linea con il People mover: nessun confronto sui numeri, percorso blindato,
identici gli attori economici interessati".
De Pasquale ricorda come lo stesso Donini sia intervenuto dopo il voto "per mettere l'opera al riparo dall'ondata grillina". Effettivamente, sottolinea, "c'è qualcuno che ne ha bisogno come l'aria: forse però non è la città, bensì i bilanci di qualche azienda cooperativa locale".

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