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Droghe: non costituisce reato il consumo di gruppo

La sentenza della Cassazione sul consumo di gruppo di sostanze stupefacenti.


di redazione
Categorie: Movimento
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Una sentenza della Cassazione spiega che di per sè non costituisce reato il consumo di gruppo di sostanze stupefacenti. L'Associazione Radicali Antiproibizionisti: "Fatta chiarezza sull'intepretazione della legge Fini-Giovanardi. Ora aspettiamo le motivazioni".

Ha fatto sicuramente clamore la sentenza della Suprema Corte di Cassazione, che a sezioni penali unite, ha affermato che l'uso di gruppo di sostanze stupefacenti non costituisce di per sè un reato. La corte ha così rigettato il ricorso della parte civile contro una sentenza del gup di Avellino che, il 28 giugno 2011, aveva archiviato il fasciscolo.
Il caso è quello di un ragazzo morto per overdose di eroina e di un amico che gli aveva procurato la droga. Quest'ultimo era accusato anche di "consumo di gruppo", ma il tribunale aveva respinto l'accusa.
Ora la Cassazione conferma la sentenza, evidenziando che l'uso di gruppo o il mandato di acquisto della sostanza non è penalmente rilevante.

"La sentenza può fare chiarezza su alcune intepretazioni della legge Fini Giovanardi sulle sostanze", commenta Claudia Sterzi, presidente dell'Associazione Radicali Antiproibizionisti.
Una legge che ha creato non pochi problemi ai consumatori di droghe, creando carcerazione e poca chiarezza sulle dosi minime consentite.
"Con la legge attuale - spiega l'esponente antiproibizionista - non conta più il peso della sostanza acquistata, ma quello del principio attivo in essa contenuta. Come se chi si reca dallo spacciatore di notte abbia anche il tempo di valutare il livello di principio attivo contenuto nella dose acquistata".

Il proibizionismo in Italia, secondo l'associazione radicale, ha peggiorato il problema. Le leggi attuali sulle sostanze stupefacenti da un lato producono il 40% di popolazione carceraria, dall'altro si accaniscono contro i consumatori o contro i piccoli spacciatori assoldati dalla mafia, facendo poco o nulla contro il narcotraffico. "In Messico - ricorda Sterzi - il proibizionismo ha provocato 60mila morti, tanto che oggi avanzano istanze di legalizzazione in diversi Paesi dell'America Latina".

L'esponente antiproibizionista, infine, ribadisce un concetto liberale ben noto: quello della libertà di comportamento in assenza di danno. "È assurdo che lo Stato voglia mettere il naso in casa mia, se io coltivo marijuana per fumarmi le foglie, per cucinarla o semplicemente perché mi piace. Ancora più assurdo perché ci sono sostanze tossiche o stupefacenti consentite. Si prenda ad esempio il caffè, che è un eccitante: in autostrada troviamo scritto 'se hai sonno bevi un caffè'. Può sembrare strano, ma è la stessa cosa che se ci fosse scritto: 'se hai sonno prendi un'anfetamina'. È identico".


Ascolta l'intervista a Claudia Sterzi, presidente dell'Associazione Radicali Antiproibizionisti
Tags: Droghe

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