Il 25 luglio prossimo, nel 76esimo anniversario della caduta del fascismo, Anpi Bologna organizza diverse iniziative sul territorio, compresa una ‘pastasciutta antifascista’ nel cortile di Palazzo D’Accursio. Ne abbiamo parlato con la presidente dell’Anpi Bologna, Anna Cocchi, con la quale abbiamo tracciato anche una riflessione sul presente.

Sono passati 76 anni dal 25 luglio 1943, e Bologna continua a mantenere viva la memoria sulla pagina più oscura del nostro passato. Giovedì prossimo sono previste diverse rievocazioni, organizzate dalla sezione dell’Anpi di Bologna. “Il territorio sta rispondendo ripetendo le iniziative laddove sono iniziate tanti anni fa: a Sasso Marconi, a Medicina, a Castenaso, a Terre d’Acqua. E ovviamente a Bologna, che quest’anno avrà un’iniziativa molto più ricca rispetto a quella dell’anno scorso” ha raccontato ai nostri microfoni la presidente dell’Anpi Bologna, Anna Cocchi, che ha specificato come queste iniziative siano “messaggi di pace, che vogliono ricordare l’impegno e il sacrificio che tanti uomini e donne hanno messo per dare a noi quella libertà di cui oggi siamo davvero i padroni”.

Tra i vari eventi è prevista una rievocazione storica della presa di Palazzo D’Accursio, nel cortile d’onore del palazzo stesso, in Piazza Maggiore. Il ricordo verrà seguito, alle ore 12:30, da un momento di festosa condivisione tramite una ‘pastasciutta antifascista’ che, come ci ha ricordato Cocchi, deve la sua nascita ad Alcide Cervi, il padre dei sette fratelli uccisi dai nazi-fascisti, che la organizzò per festeggiare con la comunità quella che pensava fosse la fine del fascismo. Parlando della decisione di un sindaco del modenese di vietare questa iniziativa, la presidente Anpi ha commentato: “Vorrei che questa persona riflettesse, e pensasse alla sciocchezza che ha commesso in questi giorni”.

“Stiamo sfidando i valori per cui la resistenza è nata e ha combattuto” ha continuato Cocchi, parlando dell’attualità politica e sociale italiana “Credo che oggi bisogni fare ancora più resistenza di allora, attraverso la cultura, la memoria e il nostro impegno quotidiano a ribellarci a ciò che accade intorno a noi. Dobbiamo combattere l’indifferenza, e possiamo farlo solo con la conoscenza”. “Spero sia un periodo di passaggio” ha concluso la presidente.

Sara Spimpolo

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