Radio Città Fujiko»Blog

Donne in carcere: una storia a margine

Dall'Italia alla Palestina, cosa significa essere donne nelle prigioni?


di SuiGeneris
Categorie: Donne, Carcere
unnamed.jpg

Le donne presenti nelle carceri italiane rappresentano il 4,2% del totale delle persone detenute, configurandosi come popolazione marginale all’interno di un mondo prevalentemente maschile. Grazie al contributo di Giulia Fabini abbiamo indagato la situazione delle donne all'interno di questo mondo. Ci siamo poi spostate in Palestina, dove insieme a Luisa Morgantini abbiamo parlato della situazione delle donne nelle carceri israeliane.

Dal rapporto di Antigone pubblicato quest'anno e relativo al 2016 risulta che le donne presenti nelle carceri italiane sono 2.285 su un totale di 54.653 persone detenute. Rappresentano il 4,2 per cento del totale delle persone detenute, configurandosi dunque come popolazione marginale all’interno di un mondo prevalentemente maschile. Solo il 25 per cento delle detenute sconta la pena in uno dei quattro istituti esclusivamente femminili attualmente operativi in Italia (Trani, Pozzuoli, Roma-Rebibbia e Venezia-Giudecca), mentre il restante 75 per cento è distribuito tra le circa cinquanta sezioni femminili ricavate all’interno di carceri maschili presenti in tutte le regioni ad eccezione di Valle d’Aosta e Molise. 

"Il fatto che la popolazione carceraria femminile rappresenti una percentuale così bassa porta spesso a considerarla marginale" ha spiegato ai nostri microfoni Giulia Fabini, che all'interno di Antigone si occupa proprio della situazione delle donne nelle carceri. "Il sistema carcerario è tarato su un corpo - ha continuato Fabini - che è il corpo maschile. Quindi c'è una specificità anche solo del corpo femminile, che spesso non trova spazio in uno spazio che è falsamente neutro. Ci sono problemi legati all'accesso a cure mediche, come ad esempio la ginecologia".

Ma la carenza di servizi non è l'unica conseguenza di questa marginalità numerica. "C'è un binarismo di genere - ha raccontato infatti la ricercatrice di Antigone - che a me sembra continui ad essere riprodotto anche nelle modalità di detenzione. I tipi di lavoro a cui accedono le detenute spesso sono quei lavori come il cucito, le pulizie o la cucina. C'è questa tendenza a riprodurre un ruolo di genere che è un po' quello confacente alle donne in una struttura patriarcale".

E cosa succede invece dietro le sbarre delle carceri israeliane? Dopo aver parlato con Giulia Fabini ci siamo spostate in Palestina, dove il 5 giugno alcune donne palestinesi hanno lanciato una protesta contro i maltrattamenti da parte del servizio carcerario israeliano.

Insieme a Luisa Morgantini, ex vicepresidente del Parlamento Europeo attualmente molto attiva in Palestina, abbiamo indagato le ragioni di questo sciopero e la condizione delle donne in questo contesto.


Ascolta le parole di Giulia Fabini

Ascolta l'intervista a Luisa Morgantini

Ascolta Online


realizzato da Channelweb srl  /  progetto grafico Eddy Anselmi  /  P. IVA 00954970372

Questo sito web impiega cookie tecnici e di profilazione, proseguendo nella navigazione si acconsente al loro utilizzo close[ informazioni ]