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Domani il corteo di Rom e Sinti "preparato" dalla disinformazione

A Bologna la manifestazione nazionale delle minoranze che chiedono un riconoscimento.


di Alessandro Canella
Categorie: Politica, Migranti
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Domattina a Bologna la manifestazione nazionale di Rom e Sinti che chiedono un essere riconosciuti come minoranza. "Non è vero che rubiamo, chi sbaglia paghi individualmente". Intanto sono stati smascherati alcuni casi di truffa mediatica in Mediaset, dove degli attori interpretavano rom per dire che rubavano e alimentare l'odio nei telespettatori.

Nel giorno dell'anniversario della ribellione nel campo di concentramento a Birkenau, rom e sinti si ritrovano a Bologna per dare vita ad una manifestazione nazionale. Domani, 16 maggio, infatti, da via Gobetti, luogo dove si consumò uno dei crimini più efferati della banda della Uno Bianca, partirà un corteo che si concluderà in piazza XX settembre.
Rom e sinti scendono in piazza per chiedere di essere riconosciuti come minoranza, quindi tutelati, come prevede la Costituzione italiana, e per sfatare il luogo comune che li vorrebbe tutti truffatori e ladri.
"Chi sbaglia deve pagare individualmente - afferma ai nostri microfoni Davide Casadio della Federazione Rom e Sinti - Se sbaglia un italiano non è tutto il popolo italiano a pagare".

Annunciata da tempo, la manifestazione ha dato modo alla destra cittadina, da Fratelli d'Italia a Forza Italia fino a Forza Nuova, di organizzare delle contromanifestazioni. Nei comunicati di queste forze politiche si sostiene che siano gli italiani ad essere discriminati dalle politiche di integrazione nei confronti dei rom.
Per evitare provocazioni, il consigliere comunale Mirco Pieralisi ha invitato alla vigilanza democratica, mentre in questi giorni si è creata una vera e propria rete, che va dal Nodo Sociale Antifascista, Ya Basta fino ai partiti della sinistra, che scenderà in strada al fianco dei manifestanti.

Dopo la provocazione del leader nazionale della Lega Nord, Matteo Salvini, a Bologna e la dura contestazione messa in atto dai collettivi, lo scorso 8 novembre, i campi rom sono stati spesso oggetto degli attacchi della politica, come se i problemi sociali ed economici del nostro Paese fossero dovuti ai pochi insediamenti presenti sul suolo italiano.
Salvini ne ha fatto una bandiera che lo ha portato a crescere nei sondaggi, ma non senza un aiutino. Al suo fianco, infatti, il leader del Carroccio ha trovato testate giornalistiche pronte persino ad inventarsi la realtà pur di alimentare la caccia al rom.

È di questi giorni il servizio di Striscia la Notizia, programma di Canale 5, che smonta le autentite truffe informative di un altro programma Mediaset, Quinta Colonna, condotto da Paolo Del Debbio.
In particolare sono stati mandati in onda un paio di servizi in cui, in un caso, un presunto rom diceva che il suo popolo vive di truffe da cento anni e, nell'altro caso, si fingeva un estremista islamico.
Striscia la notizia ha raggiunto questo attore che ha confessato di essere stato pagato per costruire storie ad hoc, utili alla propaganda xenofoba del programma Mediaset.

Un caso analogo era stato smascherato da Servizio Pubblico de La7, questa volta per un servizio mandato in onda da Mattino 5, dove una "zingarella" si vantava di rubare mille euro al giorno. Il programma di Michele Santoro ha ospitato un'intervista alla stessa persona che ha confessato di aver ricevuto 20 euro per dire quelle cose.
Il giornalista di Quinta Colonna che ha realizzato gli "scoop", Fulvio Benelli, è stato licenziato in tronco da Mediaset, con un comunicato in cui la società afferma che il proprio inviato ha tradito la fiducia della testata.

Una ricostruzione che non trova d'accordo il giornalista Gad Lerner, per il quale Benelli è solo il caprio espiatorio della propaganga xenofoba costruita ad hoc. Lerner punta il dito contro i vertici e osserva che il giornalista è uno dei tanti precari dell'informazione, che ora si prende le colpe di un disegno deciso molto più in alto.
Resta il fatto che, per quanto precario, il giornalista ha violato tutte le norme deontologiche ed etiche che il lavoro impone. Ciò senza nulla togliere alla disinformazione e alle falsità che passano quotidianamente sulle reti Mediaset.

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