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Portobello: a Modena un emporio sociale

Il nuovo progetto sociale basato sui principi di sostenibilità e cittadinanza attiva.


di redazione
Categorie: Società
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Sembrerà un supermercato come tanti altri ma avrà una caratterizzista in più: il prezzo non è indicato in euro ma in punti. Un progetto nuovo basato sulla sostenibilità e sulla cittadinanza attiva.

E' questo ciò che caratterizza Portobello, l'emporio sociale di Modena che ha cominciato in questi giorni i lavori in vista dell'apertura verso fine maggio. Ogni famiglia è dotata di una tessera a punti con la quale è possibile “fare la spesa”.

La tessera è virtuale: i punti verranno direttamente caricati sul codice fiscale e così sarà possibile pagare i propri acquisti. Ricaricata mensilmente in base al nucleo familiare, previa selezione all’accesso con valutazione dell’ISEE, l'accesso alla tessera a punti è pensato per tutti coloro che devono far fronte ai nuovi bisogni che la crisi comporta.

Il tutto a tempo limitato, sperando che al rinnovamento dei punti le condizioni di chi ha fatto richiesta vadano via via migliorando.

Un progetto, quello dell'emporio sociale, che non si ferma soltanto al problema della spesa: Portobello, nato dall'idea di diverse associazioni che si occupano di sociale sul territorio di Modena, vuole anche essere un luogo di incontro e scambio per la cittadinanza attiva, dove ogni utente avrà la possibilità di ricevere informazioni sulle piccole o medie realtà che lavorano nella città.

Inoltre coinvolge anche chi non ne ha bisogno: l'idea alla base è quella della cittadinanza attiva. "Tutti hanno il diritto di aiutare ma anche il dovere di farlo - afferma Luigi Zironi, tra gli organizzatori di Portobello, ospite ai nostri microfoni - aziende o privati cittadini potranno fare donazioni sia di prodotti che economici e chi ne potrà usufruirne conoscerà questa filosofia, che vuole dare vita a un circolo virtuoso che possa migliorare in generale le condizioni di tutta la nostra comunità".

Per questo la logica di Portobello è quella della sostenibilità: prodotti definiti di scarto dalle aziende coinvolte nel progetto verranno poi "rivenduti" nell'emporio, insieme alle donazioni. Il tutto gestito da volontari e utenti del supermercato stesso, in modo da potersi prendere insieme cura della comunità che ci circonda.


Ascolta l'intervista a Luigi Zironi di Portobello Modena

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