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Accettare le diversità: un difficile percorso

Presentata alla Camera la terza proposta di legge ad iniziativa popolare per il riconoscimento della minoranza storico-linguistica Romanés.


di redazione
Categorie: Politica, Società
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Rom e Sinti, arrivati in Italia almeno 500 anni fa, sono oggi  la terza minoranza culturale più numerosa presente sul territorio italiano, ma non sono mai stati riconosciuti dallo Stato a livello normativo.Perchè?

Il 27 Gennaio è stata presentata alla Camera la proposta di legge di iniziativa popolare per il riconoscimento della minoranza storico-linguistica rom e sinti.
La legge italiana, che dal 1999 tutela tutte le popolazioni che “storicamente” hanno contribuito allo sviluppo di una zona territorialmente circoscritta ed identificata diventandone parte integrante pur conservando una propria identità, lingua e tradizione, riconosce sul territorio nazionale  la presenza di dodici minoranze, protette, appunto, dalla legge 482 del 15 dicembre 1999.


La comunità rom e sinti, in quanto non stanziale e nomade, non è riconducibile ad un territorio specifico e non può quindi essere annoverata tra le minoranze linguistiche storiche. A causa di questa particolarità propria della comunità stessa, Sinti e Rom non non sono stati ancora riconosciuti a livello normativo come minoranze.


L'obiettivo della proposta di legge è quindi realizzare gli articoli 3 e 6 della Costituzione Italiana, che prevedono l'eguaglianza davanti alla legge e la tutela delle minoranze linguistiche attraverso la creazione di norme che contrastino discriminazione e pregiudizio, che sono la causa principale della scarsa integrazione e della marginalizzazione economico sociale.
Inoltre, la proposta prevede la tutela del patrimonio linguistico della minoranza tramite il riconoscimento del diritto di studio ed insegnamento della lingua, la diffusione della cultura e delle tradizioni storico ­ letterarie.


Secondo l'associazione Lem Italia, il riconoscimento della minoranza rom da parte dello Stato Italiano è dovuto in base al principio di  riparazione storica, poichè anche Rom e Sinti vennero perseguitati durante il fascismo.


La campagna, presentata non a caso il Giorno della Memoria, richiama in effetti l'Italia a rispettare gli obblighi internazionali ed europei nei confronti delle minoranze etniche, e finirà una volta raccolte le 50mila firme necessarie per poter poi procedere con l'iter legislativo.


Nel nostro Paese vivono circa 150mila tra Rom e Sinti, che rappresentano quindi la terza minoranza più cospicua presente sul territorio italiano, secondi solo a sardi e friulani.
Nonostante la consistenza numerica e i richiami alla tutela da parte delle istituzioni europee, l'Italia continua ad essere sprovvista di strumenti normativi in grado di salvaguardare la minoranza rom, che continua quindi ad essere una delle popolazioni più sistematicamente escluse e discriminate.


Il senatore Luigi Manconi, presidente della commissione dei diritti umani al senato ha affermato che “C’è una componente di ostilità etnica che motiva le politiche di segregazione che vengono attuate all’interno dei sistemi democratici .La logica della segregazione si può spiegare solo con il fatto che per una parte non insignificante dell’opinione pubblica, delle amministrazioni locali e della classe politica chi si trova là (nei campi rom ndr.) appartiene a una categoria di sotto-uomini, sotto-donne e sotto-bambini, altrimenti non riserverebbe a loro quel trattamento”.

Veronica Ventura


Ascolta l'intervista a Carlo Stasolla, dell'Associazione XXI Luglio di Roma

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