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9/11, Obama tentato dalla guerra

Il discorso pronunciato ieri da Obama ha mostrato il nuovo volto del presidente Usa.


di Francesco Ditaranto
Categorie: Esteri
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Quella dichiarata ieri da Barack Obama allo Stato Islamico è una guerra in piena regola. Anche se non ci saranno truppe sul campo, i massicci raid promessi dal presidente Usa hanno dato una decisa svolta alla politica estera dell'uomo eletto per la promessa del ritiro da Iraq e Afghanistan. E se gli USA fossero caduti nella trappola dell'Arabia Saudita?

Il discorso pronunciato da Obama ieri, alla vigilia del tredicesimo anniversario dell'11 settembre segna un punto di svolta nella politica estera Usa. Quello di ieri era una sorta di "nuovo Obama che utilizzerà, in Siria e Iraq, quella legge post 11 settembre, che lui stesso voleva abolire, che permise a Bush di utlizzare la forza come credeva" afferma secco ai nostri microfoni Emanuele Giordana, fondatore e presidente onorario di Lettera 22.

"La cosa fondamentale da capire -continua Giordana- è capire chi ci sia dietro lo Stato Islamico." La risposta la fornisce lo stesso Giordana. "Il padrino dello Stato Islamico è l'Arabia Saudita che, non direttamente ma attraverso donazioni private, lo ha finanziato."

Giordana spiega come tutto possa spiegarsi alla luce del rapporto tra Arabia Saudita e Iran. "I sauditi hanno paura dell'Iran sciita e gli americani (ma anche noi) sono caduti nella trappola saudita. Basti pensare al discorso del segretario di stato americano John Kerry che ha escluso ogni tipo di alleanza con l'Iran, dopo mesi di aperture (si pensi soltanto al dossier sul nucleare iraniano, ndr). In sostanza -spiega Giordana- si tratta di un riposizionamento strategico, che risponde all'esigenza saudita di riconquistare tutta la sua influenza, contro la potenza regionale iraniana."

Così facendo però, l'Occidente sta perdendo completamente l'Iran, consegnandolo, virtualmente s'intende, a un'alleanza strategica con l'altro grande protagonista della scena internazionale: la Russia.

Quello descritto da Giordana è, insomma, uno scenario nel quale più che una minaccia all'Occidente cristiano, lo Stato Islamico rappresenta una barriera contro l'espansione iraniana e, elemento da non sottovalutare, sciita. Barriera che, però, come spesso accade, è sfuggita di mano a chi se ne poteva giovare e adesso è costretto a correre ai ripari.


Ascolta l'intervista a Emanuele Giordana
Tags: Guerra, Usa, Siria, Obama, Iran, Iraq

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