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Dalla Libertà di Parola alle Parole in Libertà

L'ultimo sfogo prima di affogare definitivamente nella melma della retorica


di Alfredo Pasquali
Categorie: Politica
I Polli di Renzi e l'Azzeccagarbugli
I Polli di Renzi e l'Azzeccagarbugli

La crescita è lenta, la democrazia un autogol, chi dissente è un frenatore: il nuovo vocabolario per il politically correct della terza repubblica.

Tra le tante riforme promesse mi piacerebbe che comparisse, tra un patto del Nazareno ed un incontro della prostata, anche la proposta di proibire per legge con 4 anni di reclusione ed interdizione perpetua dai pubblici uffici l'uso della metafora in politica. (dal greco μεταφορά, da metaphérō, «io trasporto») è un tropo, ovvero una figura retorica che implica un trasferimento di significato (from Wikipedia).

La metafora in politica è oro puro perché disbriga in una battuta da 30 secondi concetti complessi di economia, maschera elegantemente stangate micidiali, trova spazio nei titoli del Tg serale, diventa luogo comune nei bar la mattina dopo. Tutto questo senza dire nulla: “...Il partito si è chiuso in un castello. Quando lo apri, arriva più gente... Guardi, la mia immagine è quella del David di Michelangelo ...Michelangelo, quando gli chiesero come era riuscito a fare quella statua, rispose: basta togliere il marmo in eccesso. Ecco dobbiamo togliere quel che è in eccesso...” “...ci deve essere un disegno, altrimenti si trasforma in un assalto alla diligenza...”. Cosa ha voluto dire dire Renzi con tali auliche parole? Banalmente che Il Pd deve essere più democratico, bisogna tagliare i costi inutili dello stato e che basta con i finanziamenti a pioggia. Ma dette così tutte queste cose non sono più meravigliose idee del grande statista, ma solo ovvi principi di buona educazione civica.

Prima di lui Bersani che “ ...smacchiava giaguari ... “ e “ ...pettinava le bambole ... “,  preceduto da Berlusconi che “...se due amici sono sulla stessa barca ed uno butta giù l'altro, è inevitabile che la barca sbandi..." (tra amiconi come Fini, Alfano, Cicchitto e Bossi Forza Italia è alla deriva).

Padre di tutte le Metafore comunque rimane Benito Mussolini, “Chirurgo dello Stato ” del ventennio (amputò la democrazia).

Belle frasi: dicono e non dicono, ognuno le legge come preferisce, fanno sognare il popolo bambino.

Ma c'è qualcosa di peggio della metafora politica,:la metafora politico/sportiva/calcistica.

Dall'atletica sportiva La staffetta è quando si procede nella stessa direzione e alla stessa velocità. Io provo a cambiare ritmo” al ciclismo “ ... la squadra è utile per portarti avanti ma che non basta se non c’è un campione capace di scattare e tagliare il traguardo ... “, per finire inevitabilmente al calcio, dove il premier fa una politica da mediano di spinta.

Il cavalier di Arcore,dall'alto del suo Milan, naturalmente è il re del pallone metaforico, : solo ieri ha bacchettato i suoi senatori affermando “... basta liti negli spogliatoi..” (quelli del Bunga Bunga?)' o ricordando che rompere il patto del Nazareno sarebbe “un autogol”.

Francamente l'aria della politica si è fatta irrespirabile tra gag, modi di dire, citazioni pretestuose, effetti speciali e bombardamenti retorici.

Chiudiamo invece con l'apologia degli ossimori (dal greco ὀξύμωρον, composto da ὀξύς, «acuto» e μωρός, «ottuso»; pronuncia: ossìmoro) è una figura retorica che consiste nell'accostamento di due termini di senso contrario o comunque in forte antitesi tra loro (ancora Wikipedia). Nella politica dell'ottimismo renziano l'ossimoro si trasforma in paradosso e furberia linguistica.

La “crescita e lenta e non se ne vedono gli effetti fino al 2015” (2016-2017-2018...fino al 3020), e la disoccupazione frena (vuol dire che ancora sta aumentando, ma meno del mese precedente, magnum gaudium!)

Quando l'Unità era il verbo per i militanti dell'allora PCI, correva la barzelletta secondo cui, se il giornale titolava “Gli Asini Volano!”, il bravo militante pur perplesso commentava “Si, ma volano bassi!” Oggi se il ministro Padoan afferma sicuro “la ripresa c'é”, la Repubblica puntualizza “Si, ma lenta!”


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