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Dj Fabo ha smesso di soffrire

Il quarantenne paralizzato e cieco ha avuto accesso all'eutanasia in Svizzera.


di Alessandro Canella
Categorie: Sanità
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Dj Fabo

"Alle 11.40 di oggi Dj Fabo è tornato libero". L'associazione Luca Coscioni annuncia che Fabiano Antoniani, il quarantenne cieco e tetraplegico da tre anni in seguito a un incidente d’auto, è riuscito ad accedere all'eutanasia in Svizzera. Marco Cappato, che lo ha aiutato, rischia fino a 12 anni di carcere. Filomena Gallo: "Mi vergogno di questo Paese che costringe le persone ad andarsene". Il Parlamento boicotta il testo e posticipa la discussione della legge sull'eutanasia.

"Alle 11.40 di oggi Dj Fabo è tornato libero". Si conclude così la storia di Fabiano Antoniani, l'uomo di quarant'anni che da tre era tetraplegico e cieco in seguito ad un incidente d'auto.
A dare l'annuncio è l'associazione "Luca Coscioni" che, in virtù della propria campagna di disobbedienza civile, ha aiutato l'uomo a rispettare la volontà espressa, quella di smettere di soffrire ed avere accesso all'eutanasia.
Per riuscirci è dovuto andare in Svizzera, accompagnato dal radicale Marco Cappato, che in virtù della legge, al suo ritorno, rischia fino a 12 anni di carcere.

Non è la prima persona che la cordata di associazioni di "Sos eutanasia" aiuta a smettere di soffrire. Nel dicembre del 2015 i Radicali e l'associazione Luca Coscioni aveva aiutato in un percorso analogo Dominique Velati , militante radicale e malata terminale di cancro.
"Fabiano non ha voluto coinvolgere legalmente i propri cari - spiega ai nostri microfoni Filomena Gallo, segretaria della "Luca Coscioni" - Per questo si è rivolto a noi e ad accompagnarlo in Svizzera è stato Marco Cappato".

"Quello di Dj Fabo - continua Gallo - è un messaggio ai parlamentari italiani che fanno finta di volersi occupare di determinate tematiche, ma preferiscono rimandarle e spostare il dibattito su questioni che nulla hanno a che fare con la volontà della persona e la libertà di scelta che è tutelata dalla nostra Costituzione".
Il riferimento è ai tentativi di boicottaggio e ai continui rinvii che la proposta di legge di iniziativa popolare, presentata proprio da Radicali e "Luca Coscioni", subisce in Parlamento.

Nel marzo del 2016 la legge approdò in Parlamento, ma venne subito sdoppiata. Il tema dell'eutanasia venne accantonato e si iniziò a discutere del testamento biologico. Proprio oggi doveva arrivare in aula il testo base sul testamento biologico, ma c'è stato un nuovo rinvio.
"È dal 2006, con Piergiorgio Welby, che portiamo avanti una battaglia affinché la libertà delle persone sia affermata - ricorda Gallo - In questi anni sono stati i tribunali ad affermare libertà fondamentali, mentre il Parlamento ha sempre preferito lavarsene le mani".

Non solo: qualora la legge sul testamento biologico dovesse essere approvata col testo attuale, piuttosto annacquato, le associazioni dicono fin da ora che continueranno a rivolgersi ai tribunali.
"Oggi è un giorno triste - conclude Filomena Gallo - Io sono emozionata perché provo imbarazzo per il Paese in cui vivo, che costringe le persone ad andarsene".


Ascolta l'intervista a Filomena Gallo

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