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Diritto alla Casa, "Il decreto Lupi cancella diritti costituzionali"

L'associazione "Avvocato di strada" pronta a sollevare l'eccezione di costituzionalità.


di Francesco Ditaranto
Categorie: Politica, Casa, Giustizia
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L'articolo 5 del decreto Lupi, meglio conosciuto come Piano Casa, sottrae agli occupanti di case i diritti costituzionalmente riconosciuti. E' questa la posizione di Antonio Mumolo, presidente dell'associazione "Avvocato di Strada", che si dice pronto al ricorso alla Corte Costituzionale.

"Probabilmente chi ha scritto il decreto non conosce il significato e il valore della residenza anagrafica". Antonio Mumolo, presidente di "Avvocato di Strada", tenta di spiegare così le conseguenze devastanti che l'articolo 5 del decreto Lupi avrà sulla vita degli occupanti di case. In breve l'articolo prevede che venga negato il riconoscimento della residenza anagrafica a chi occupa abusivamente delle abitazioni.

Per Mumolo, che sottolinea una certa ignoranza di quanti hanno messo nero su bianco il decreto, l'articolo è pensato contro sbandati e punkabbestia che occupano illegalmente. In realtà, e il dramma tocca porzioni sempre più consistenti della società, chi occupa è ormai chi perde il lavoro o è un "lavoratore povero" (espressione che indica chi, pur lavorando, non riesce a vivere dignitosamente del proprio lavoro).

"Qualcuno ha pensato che la residenza anagrafica desse qualche diritto in più a chi occupa. La residenza non dà nessun diritto in più di quelli costituzionalmente riconosciuti."afferma duro Mumolo.

Nella pratica, si diceva, il mancato riconoscimento della residenza anagrafica potrebbe avere delle conseguenze drammatiche. "Senza residenza anagrafica non si ha diritto alla carta d'identità. Senza il documento d'identità non si può lavorare, mandare i figli a scuola,curarsi e accedere al Welfare-spiega Mumolo- e anche chi ha maturato una pensione, se la vede togliere immediatamente dall'Inps. Queste persone non avranno più diritti."

Quella che si profila, insomma, è un' emarginazione su larga scala di cittadini, cosa che di certo non aiuta la coesione sociale in un paese già profondamente provato.

"Avevamo proposto -racconta Mumolo- che agli occupanti fosse assegnata la residenza anagrafica nella via fittizia che tutti i comuni prevedono per dare i documenti d'identità ai senza fissa dimora: anche questo ci è stato rifiutato."

"Avvocato di strada si occuperà della tutela dei diritti delle famiglie che vorranno intentare un ricorso contro questo abuso. Poiché vengono lesi diritti costituzionalmente garantiti - conclude risoluto Mumolo- il ricorso conterrà una eccezione di costituzionalità dell'art. 5 del Decreto Lupi, e stiamo pensando di ricorrere anche alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo."


Ascolta l'intervista ad Antonio Mumolo

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