Radio Città Fujiko

Decoro, il ritorno dei podestà

La direttiva Salvini che esautora i sindaci in favore dei prefetti.


di Alessandro Canella
Categorie: Movimento
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La direttiva Salvini sul decoro e le zone rosse della città permette ai prefetti di scavalcare ed esautorare i sindaci. Il provvedimento è stato "preparato" dalla legge Minniti-Orlando che introduceva daspo urbani e zone rosse. A molti appare come un ritorno dei podestà di epoca fascista. Il commento di Italo Di Sabato dell'Osservatorio Repressione.

Più potere ai prefetti, i rappresentanti del governo nelle città, per istituire "zone rosse" da cui escludere persone giudicate indecorose, scavalcando i sindaci, che di fatto vengono esautorati e commissariati.
La direttiva Salvini sul tema della sicurezza e del decoro urbano segna, simbolicamente e concretamente, il ritorno dei podestà, l'organo monocratico che, durante il ventennio fascista, era a capo del governo di un Comune.

Sta sollevando molte polemiche e anche l'opposizione di alcuni sindaci, come quello di Palermo Leoluca Orlando, il provvedimento che porta la firma del ministro degli Interni.
"Un provvedimento - sottolinea ai nostri microfoni Italo Di Sabato dell'Osservatorio Repressione - che non è un decreto, per cui servirebbe l'approvazione del Consiglio dei Ministri, ma una direttiva firmata dal capo del Viminale".

Come l'uomo forte al potere, quindi, Salvini decide in autonomia, passando sopra ai colleghi di governo e ai sindaci, eletti dai cittadini, per decidere la gestione in chiave repressiva dei territori, delle città.
"È una direttiva in contrasto con norme costituzionali - continua Di Sabato - in particolare con l'articolo 13 della Costituzione sulla libertà personale, oppure con l'articolo 16 sulla libertà di circolazione, o ancora con l'articolo 24 sul diritto di difesa".

Purtroppo Salvini ha trovato un terreno fertile, opportunamente preparato dal governo precedente, in particolare dalla legge Minniti-Orlando che ha introdotto i daspo urbani (gli allontanamenti di persone considerate indecorose da alcune zone della città), fino alla costruzione di vere e proprie zone rosse, per interesse turistico, culturale o commerciale.
"In questi anni, con ordinanze bipartisan - sottolinea il responsabile dell'Osservatorio Repressione - si è continuata una guerra ai poveri. Questo ulteriore provvedimento di Salvini serve a soffiare sul fuoco della guerra tra poveri e spianare ulteriormente la strada ad abusi in divisa".

Messi insieme, tutti questi provvedimenti costituiscono una sorta di Diritto Penale del nemico, in cui le persone vengono punite non per le proprie condotte, ma per l'appartenenza a determinate classi sociali.
"Un ulteriore elemento che vale la pena sottolineare - conclude Di Sabato - è che di fatto sono state ufficializzate le zone rosse che sono state inaugurate nelle tragiche giornate di Genova nel 2001 e continuate a sperimentare in Val di Susa in questi anni".

ASCOLTA L'INTERVISTA A ITALO DI SABATO:

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