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Diario demografico

La rubrica del Comitato Articolo 33


di redazione
Categorie: Movimento, Istruzione
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Giorgio Tassinari

Giorgio Tassinari, docente universitario di statistica (Università di Bologna), impegnato attivamente nel comitato promotore del referendum, ci offre oggi il suo diario in cui affronta la questione dell’aumento demografico e della privatizzazione della scuola.

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Caro diario,
oggi ti parlo di tendenze democrafiche e privatizzazione della scuola.
I cambiamenti demografici sono alla base delle trasformazioni economiche e sociali, e talvolta pongono alle società sfide difficili. L’intreccio tra demografia ed economia è inestricabile ed è difficile individuare in quale direzione si sviluppi il flusso di causalità.
Le trasformazioni demografiche sono di grande interesse per il comune di Bologna, in special modo per quanto attiene alla popolazione in età scolastica e a quella anziana.
Le ultime previsioni demografiche elaborate dal Dipartimento per la Programmazione del Comune di Bologna mettono in evidenza gli impatti che al 2024 l’evoluzione demografica avrà sulla popolazione interessata ai diversi gradi di istruzione. Più in dettaglio, rispetto al 1 gennaio 2012 un incremento sostenuto dovrebbe riguardare il numero di iscritti alle scuole secondarie, di primo e secondo grado (intorno al 9% e al 20% rispettivamente). Meno marcati, ma pur sempre ingenti, sono gli aumenti previsti per il numero di bambini che rappresentano l’utenza potenziale dei nidi (+2,3%) e delle scuole dell’infanzia (+7%), così come per gli alunni delle scuole primarie (+4,6%).
L’andamento in aumento delle nascite influenzerà in modo ingente l’evoluzione della numerosità della classe di età 3-5 anni. Al primo gennaio 2012 i bambini da 3 a 5 anni residenti nel comune di Bologna erano 8883; sempre considerando il numero di nati previsto nell’ipotesi intermedia, nel 2024 si dovrebbero sfiorare le 9500 unità , pari a oltre 600 bambini in più. Anche concentrandoci sul breve periodo, facendo riferimento soltanto ai nati al 1 gennaio 2012, al 1 gennaio 2015 i bambini in età 3-5 anni saranno 9384, circa 500 in più rispetto a 3 anni prima.
L’incremento degli utenti potenziali della scuola dell’infanzia è quindi un elemento strutturale. L’attuale offerta di scuola pubblica, come è ben evidente con l’attuale vicenda delle liste d’attesa per l’iscrizione alle scuole pubbliche dell’infanzia, è già ora largamente insufficiente e lo sarà per i prossimi quindici anni. La città deve decidere come affrontare questo problema.

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