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Di Porta in Porta, Atlantide resiste alla museificazione

L'iniziativa dei collettivi contro lo sgombero dei locali di Porta Santo Stefano.


di Alessandro Canella
Categorie: Movimento
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Un’esposizione vivente dell’autogestione contro la museificazione degli spazi pubblici e contro lo sgombero. Domani pomeriggio, dalle 17 alle 20, Atlantide, insieme ad altre realtà di movimento, dà vita ad un'iniziativa che attraverserà 8 porte di accesso al centro storico.

I collettivi di Atlantide, il centro sociale sotto sgombero in seguito ad un discutibile bando del Quartiere, continuano a resistere. E domani pomeriggio, dalle 17 alle 20, daranno vita ad un'iniziativa, intitolata "Di Porta in Porta", che interesserà non solo il cassero di Porta Santo Stefano dove da 15 anni ha sede, ma anche altre 7 porte di accesso alla città.
"L'iniziativa vuole essere un'esposizione vivente dell'autogestione contro la museificazione degli spazi pubblici", spiega ai nostri microfoni Beatrice Busi di Atlantide. Il riferimento, nemmeno troppo velato, è al progetto di una delle associazioni vincitrici del discusso bando del Quartiere, che vorrebbe trasformare i locali di Porta Santo Stefano in un museo sulle porte della città.

Contro la gentrificazione, lo sgombero e la museificazione, dunque, Atlantide torna a proporre le proprie attività, fatte di autogestione e di autorganizzazione, di autodeterminazione delle donne e delle lesbiche, di soggettività gay e trans, di migranti e precari/e e disoccupati/e. Insieme e a sostegno del centro sociale, anche tante altre realtà cittadine che hanno aderito all'appello e che si riconoscono e praticano progetti analoghi ad Atlantide. In altra parole, la città "che ha costruito e continua a costruire una cultura e una pratica viva della valorizzazione delle differenze, dell’antisessismo, dell’antifascismo e dell’antirazzismo, dell’antiproibizionismo e dell’antiautoritarismo, della libera circolazione delle persone e dei saperi. Quella che r-esiste allo sfacelo prodotto dal modello di sviluppo capitalista promuovendo relazioni sociali orizzontali e realmente cooperative".

Per l'occasione le otto porte verranno ribattezzate con un nome rappresentativo delle esperienze di autogestione cittadine. Porta Galliera diventerà la "Porta delle Pratiche di Autogestione in Movimento", Porta Mascarella sarà invece "Porta del Diritto all'Abitare", Porta San Donato si chiamerà "Porta Senza Frontiere", "Porta dei Ritmi Resistenti" sarà invece il nome di Porta San Vitale, Porta Mazzini diverrà "Porta dell'Autodeterminazione". Porta Santo Stefano, sede di Atlandide, sarà ovviamente "Porta della Resistenza", mentre Porta Saragozza assumerà il nome di "Porta Instant Drag" e infine Porta Lame sarà "Porta delle Arti Sociali".

Per chi volesse avere una panoramica completa dell'iniziativa, potrà partecipare al tour in bicicletta organizzato dal gruppo AntifaBikePunx (appuntamento alle 17 a Porta Galliera) oppure in autobus, col Gran Tour delle Porte Resistenti (appuntamento alle 19 alla fermata della linea 32 di fronte alla stazione centrale).
Il 28 maggio, invece, il Comitato per la tutela e la promozione delle esperienze sociali e autogestite si presenterà pubblicamente, in un incontro che si svolgerà alle 21 al Baraccano.

Per il programma dell'iniziativa clicca qui.


Ascolta l'intervista a Beatrice Busi

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