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Depenalizzare la cannabis, lo chiede anche l'Antimafia

Nella relazione della Direzione Nazionale Antimafia si indica come opportuna la depenalizzazione della marijuana.


di Alessandro Canella
Categorie: Movimento
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La Direzione Nazionale Antimafia, nella sua relazione, definisce "opportuna" la depenalizzazione delle droghe leggere. È la prima istituzione che prende una posizione in merito. Il senatore Benedetto Della Vedova scrive ai colleghi per costituire un intergruppo che lavori sul tema. I Radicali Antiproibizionisti: "Buona notizia, l'Italia potrebbe seguire la scia degli Stati americani che hanno legalizzato".

La depenalizzazione delle droghe leggere è "opportuna". A scriverlo non è un'avanguardia antiproibizionista, ma la Direzione Nazionale Antimafia guidata da Franco Roberti. In una relazione di 700 pagine, c'è un trafiletto che riguarda la lotta al business della droga. Una lotta impari tra le forze dell'ordine che cercano di contrastarlo e la criminalità organizzata che grazie al settore ha colossali iniezioni di liquidità.
Proprio per questo, per l'impossibilità di contrastare il fenomeno, la Direzione Antimafia indica come possibile soluzione la depenalizzazione delle droghe leggere, in particolare della cannabis.

Una notizia che viene subito raccolta dal senatore Benedetto Della Vedova che, pure essendo di centrodestra, ha una posizione ben diversa dal crociato proibizionista Carlo Giovanardi. Della Vedova ha scritto a tutti i colleghi di Palazzo Madama allo scopo di dare vita ad un Intergruppo parlamentare per la legalizzazione e la depenalizzazione della marijuana.
A dar man forte alle istanze antiproibizioniste ci sono una quantità infinita di dati e relazione. Ora anche le esperienza di Stati americani, come l'Uruguay o il Colorado, dove ad un anno dall'entrata in vigore della legalizzazione gli introiti economici hanno addirittura permesso una redistribuzione della ricchezza.

"È proprio il tema economico quello maggiormente utilizzato in America per la legalizzazione", spiega ai nostri microfoni Claudia Sterzi dell'Associazione Radicali Antiproibizionisti. E potrebbero proprio essere la questione economica a convincere l'Italia a seguire la scia. "Pensiamo al risparmio sulle spese della giustizia - continua Sterzi - al colpo economico che si infliggerebbe alla criminalità organizzata, agli introiti delle tasse, alle agevolazioni per l'industria della canapa per scopi commerciali, attualmente in rilancio in Italia e, al contrario, sottoposta a forti vincoli". Detto in altre parole: legalizzare conviene perché fa risparmiare e porta più soldi nelle casse dello Stato.

La Direzione Nazionale Antimafia stima che il mercato della cannabis si aggiri tra i 1,5 e 3 milioni di kilogrammi ogni anno. Stime al ribasso secondo la Radicale Antiproibizionista, dal momento che tutte le stime ufficiali sono sottostimate. In Colorado, ad esempio, in un solo anno sono state vendute 19 tonnellate di cannabis per scopo ludico.
Del resto, già lo dicevano i Pitura Freska, storico gruppo reggae veneziano antiproibizionista, che in una loro canzone affermavano: "Pare impossibile ma rilancerebbe l'economia".

Il problema, in Italia, potrebbe essere costituito proprio dalla criminalità organizzata, che si arricchisce dal traffico illecito di sostanze stupefacenti. "Sappiamo che ha molti legami con la politica - osserva Sterzi - e quindi dovremo vedere quanta pressione riusciranno a fare i parlamentari antiproibizionisti".
Inoltre bisogna considerare che se le droghe leggere verranno sottratte al controllo delle mafie, queste si sposteranno su altre fette del settore, quali cocaina ed anfetamine. Per questo, Sterzi vede la depenalizzazione della cannabis come il primo passo di un processo di legalizzazione più esteso.


Ascolta l'intervista a Claudia Sterzi

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