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8 denunce per gli scontri di domenica e oggi Hobo torna in Filippo Re

L'autunno caldo dei movimenti contro Sentinelle In Piedi e Università.


di Alessandro Canella
Categorie: Movimento
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Foto: Hobo

Sono 8 i denunciati per gli scontri di domenica nella contestazione alle Sentinelle in Piedi, 7 attivisti e un neofascista di Forza Nuova. E dopo lo sgombero di ieri, Hobo oggi torna in via Filippo Re. Lo studente arrestato e rilasciato: "Ci hanno presi alle spalle e il prorettore Nicoletti sovrintendeva le operazioni".

Dopo gli scontri di domenica durante la contestazione alle Sentinelle in Piedi, oggi arrivano le denunce da parte della Digos di Bologna. Tra i denunciati ci sono 7 attivisti del movimento bolognese e un militante di Forza Nuova, identificati dagli agenti.

Intanto si preannuncia una nuova giornata di mobilitazione sul fronte studentesco. Lo sgombero del collettivo Hobo dallo spazio occupato in via Filippo Re, avvenuto ieri, non fa desistere gli attivisti, che hanno annunciato di voler tornare sul luogo e riprendersi tutto.
L'iniziativa si presenta in modo pacifico. Da Hobo fanno sapere che hanno intenzione di andare davanti allo spazio (ora chiuso dal sequestro) e fare un pranzo sociale, come facevano prima dello sgombero.

Intanto ai nostri microfoni prende la parola Loris, lo studente arrestato e poi rilasciato ieri pomeriggio, durante la concitazione davanti al Rettorato, dove il corteo dei centri sociali si era spostato in seguito allo sgombero.
"La Digos ha aspettato che fossimo in pochi e ci ha presi alla sprovvista, quasi alle spalle, cercando di acchiappare quanti più studenti possibile. Alla fine sono riusciti a buttarmi a terra e a trascinarmi dentro il Rettorato, dove c'era il prorettore Nicoletti che sovrintendeva alle operazioni".

Un'accusa grave, quella del collettivo, nei confronti della dirigenza dell'Università. Un'accusa che gli studenti spiegano e motivano con quella che è la prassi: "Il Questore la settimana scorsa ha detto pubblicamente che all'interno dell'Università le forze dell'ordine intervengono solo dietro richiesta, per cui è chiaro che c'è il rettore Dionigi dietro a questa gestione autoritaria".
Per Hobo, però, questa linea non paga: "Dionigi ci accusava di sottrarre uno spazio alla collettività, mentre ora ciò che ha ottenuto è che quello spazio è chiuso con i sigilli e posto sotto sequestro, mentre con noi era attraversato da tanti studenti che passavano lì tra una lezione e l'altra per prendere un caffè o leggere un giornale".


Ascolta la testimonianza di Loris

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