Mentre si moltiplicano le “conversioni” a Matteo Renzi (ieri anche il ministro Dario Franceschini), il deputato bolognese Andrea De Maria fa sapere che sosterrà la candidatura di Gianni Cuperlo. “Senza la sinistra non esiste il Pd. Con il conformismo e senza dibattito il nostro Congresso non servirà al Paese ed al Pd”.

Dopo il sindaco Virginio Merola, molti altri dirigenti emiliani e anche il ministro ed ex segretario del partito Dario Franceschini, le “conversioni” e gli appoggi alla candidatura congressuale di Matteo Renzi sembrano moltiplicarsi giorno dopo giorno, ora dopo ora.
Il bagno di folla ottenuto ieri sera dal sindaco di Firenze, del resto, sembra aver convinto anche più di un – a questo punto – ex bersaniano.
Gli organi di stampa stanno testimoniando i consensi che il rottamatore sta ottenendo, così come molti dirigenti locali sembrano voler cavalcare la scia di questa popolarità. Un atteggiamento che non piace al deputato bolognese Andrea De Maria.

“Qualcuno vuol fare passare il messaggio che il congresso non serva – afferma De Maria ai nostri microfoni – Questo congresso invece è molto importante e i risultati si commenteranno alla fine”.
Il deputato è ancora più esplicito e diretto in una nota: “Con il conformismo e senza dibattito il nostro Congresso non servirà al Paese ed al Pd. Non si pensi, come ho letto, che il congresso sia già finito. Al contrario inizia finalmente un confronto democratico, vitale per il futuro del Pd e per il ruolo che dovremo svolgere nel Paese”.

In particolare, De Maria sostiene che “senza la sinistra non esiste il Pd e senza una forte cultura politica il Pd non cambierà l’Italia”. Per questo ricorda pubblicamente di sostenere la candidatura di Gianni Cuperlo e la sua idea di dare vita ad un grande partito socialista europeo.
Quanto alle correnti, l’ex sindaco di Marzabotto osserva come il richiamo di Renzi all’unità venga avanzata “da chi ha sempre ragionato, anche per tradizione politica, in termini di organizzazione in correnti”.

Sull’idea di abolire il finanziamento pubblico ai partiti, avanzata ieri sera dal sindaco di Firenze, De Maria si dice contrario: “Possono essere studiate nuove formule, ma il finanziamento pubblico è presente in tutti i Paesi europei ed è una forma democratica. Non voglio partiti finanziati dai poteri forti, anche perché le conseguenze le abbiamo già viste in Italia: quando si abbassò il finanziamento, Berlusconi versò 15 milioni di euro al Pdl”.