Radio Città Fujiko

David Zard e "Notre Dame de Paris"

Il noto produttore e impresario David Zard parla del ritorno a Bologna del musical dei record e ripercorre 50 anni di attività nel mondo della musica e dello spettacolo in Italia attraverso critiche, ricordi e aneddoti.


di Angela Zocco
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E' stato presentato a Bologna il ritorno del musical dei record "Notre Dame de Paris" che sarà all'Unipol Arena di Casalecchio di Reno dal 22 al 26 febbraio in scena con il cast originale (o meglio uno dei cast originali, visto il necessario turn-over dettato da tournée intensive).

I numeri ufficiali di "Notre Dame De Paris" sono da capogiro: oltre 4000 rappresentazioni in 18 anni, in tutto il mondo, in 7 lingue diverse. Solo in Italia: 11 anni di programmazione, 2 milioni e mezzo di spettatori, circa 1000 repliche per un totale di 114 tappe.

Quindi in realtà non c'è molto da dire sul musical scritto da Luc Plamondon, ispirato dall'omonimo romanzo di Victor Hugo e musicato da Riccardo Cocciante che debuttò a Parigi nel 1998: lo conoscono praticamente tutti.

Gli organizzatori di questa nuova tournè gocano quindi l'asso nella manica. In conferenza stampa sarà presente David Zard, il produttore dello spettacolo sin dalla prima messa in scena ma, soprattutto, uno dei più grandi impresari e produttori musicale che l'Italia abbia avuto, il primo a portare i grandi concerti negli stadi (Rolling Stones, Madonna, Micheal Jackson, Bob Dylan, Genesis). Oggi è uno splendido 74enne che, nonostante diversi problemi di salute in anni recenti, non ha perso la curiosità nei confronti del proprio lavoro; ironico e pungente, ma mai a sproposito; vanitoso, secondo sua stessa ammissione e palesemente orgoglioso di ciò che ha saputo creare; uno sperimentatore, ma anche un genio del marketing ante literam, che oggi controlla in prima persona il passaggio del suo impero al figlio, che descrive come "bravo ma testardo" ("io non ho mai fatto un budget previsionale nel mio lavoro, lui è stato il primo... del resto io a volte ho preso certe sberle!"). Ascoltare i suoi racconti - ed è chiaro che parlare ad un pubblico gli piace molto - significa attraversare la storia dei grandi spettacoli italiano dal 1967, anno in cui approdò in Italia, ad oggi. Non lesina critiche, riporta aneddoti, si perde tra i ricordi, ma sempre con molta lucidità.

Presente alla conferenza stampa anche Claudio Sabatini, il patron dell'arena di Casalecchio - definita da Zard come la migliore in Italia - che lancia in pasto ai giornalisti una notizia non da poco per una città come Bologna sempre in bilico fra aspirazioni metropolitane e usanze da paese: "farò un teatro da 3000 posti". Nessuna risposta alle ovvie domande dove/quando e con chi... "ma si farà" afferma sornione, ma perentorio Sabatini.

Ecco qui un passaggio dell'intervista a David Zard: su Notre Dame de Paris, i prezzi dei biglietti, il secondary ticketing e il ricordo di una Bologna comunista.


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