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Dalla scusa della beneficenza ad Auschwitzland: chi è Selene Ticchi

La neofascista che indossava l'orribile maglietta a Predappio.


di Alessandro Canella
Categorie: Politica
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Selene Ticchi, la militante di estrema destra che a Predappio indossava la maglietta con la scritta "Auschwitzland", è un volto noto a Budrio. L'anno scorso tentò di organizzare un evento di neofascisti col pretesto della beneficenza. Una campagna di mobilitazione portò ad annullare l'iniziativa. L'ex sindaco Giulio Pierini: "Ora il sindaco Mazzanti si è ravveduto, ma all'epoca fummo sbeffeggiati".

Ha suscitato molta indignazione la maglietta con la scritta "Auschwitzland", una sedicente ironia che mescola concettualmente il campo di concentramento nazista di Auschwitz al parco-giochi di Disneyland, indossata ieri a Predappio dall'attivista di estrema destra Selene Ticchi.
Nella città che diede i natali a Benito Mussolini, circa duemila neofascisti hanno sfilato, a suon di saluti romani, per "celebrare" l'anniversario della marcia su Roma. Tra questi, appunto, era presente la donna che indossava la scabrosa maglietta.

Selene Ticchi, in realtà, è un volto noto nel bolognese, in particolare a Budrio. È stata infatti la candidata sindaco della lista di estrema destra "Aurora Italiana", emanazione dell'associazione Evita Peron, che a sua volta è la sezione femmminile di Forza Nuova.
Tutte queste informazioni, però, non sono più reperibili sul profilo Facebook della militante di estrema destra, dal momento che, dopo lo scoppio della polemica sulla maglietta, l'account non risulta più disponibile.

Ticchi, però, ha spesso fatto parlare di sè, sia per le sue idee politiche, sia per quanto accaduto l'anno scorso nel Comune della provincia a nord di Bologna.
Tutto esplose quando Giulio Pierini, ex sindaco di Budrio, denunciò che alcune associazioni neofasciste stavano organizzando un'iniziativa nel palazzetto comunale col pretesto della beneficenza . Allora Pierini sostenne che non si trattava di un'iniziativa solidale, ma del tentativo dell'estrema destra di infiltrarsi nel territorio. A testimoniarlo, ad esempio, erano i nomi e il pedigree dei gruppi musicali che si sarebbero dovuti esibire: "Antica tradizione" e "Legittima offesa". A nulla servì, una volta scoppiata la polemica, che i nomi dei gruppi venissero sostituiti con "Anonima bad band bolognese" e "Lilli Vagabondo".

Sollevato il caso, Fanep, l'associazione delle famiglie di neurologia pediatrica a cui dovevano essere devoluti i fondi raccolti, si dissociò e l'iniziativa saltò perché il gestore del palazzetto revocò l'autorizzazione.
Oggi, a distanza di un anno e dopo il nuovo scandalo che ha investito Ticchi, Pierini torna su quei fatti ai nostri microfoni: "Ricordo che all'epoca fummo sbeffeggiati dall'attuale maggioranza in Consiglio comunale, che distribuì volantini per sottolineare che si trattava di un'iniziativa di beneficenza".
Un'irrisione per un problema che poi si è rivelato vero, che non va giù all'ex sindaco, ora all'opposizione, anche se ammette che, nell'arco di un anno, l'attuale primo cittadino, il civico Maurizio Mazzanti, ha fatto dei passi avanti e ha compiuto un ravvedimento.

"Nonostante gli accordi con Anpi e sindacati - sottolinea Pierini - ci sono voluti sei mesi per approvare una modifica al regolamento comunale che vietasse l'assegnazione di spazi pubblici ad associazioni che si richiamano al fascismo o ad altri totalitarismi. Ora, però, Mazzanti ha fatto dichiarazioni ferme e chiare contro il gesto di Ticchi, per cui vediamo positivamente questo ravvedimento".

Anche la protagonista della vicenda, in realtà, sembra aver compiuto una sorta di evoluzione politica. Se un anno fa ci teneva a precisare di essere "fascista, ma non nazista", ieri indossava una maglietta che inneggiava indirettamente all'Olocausto. "È humor nero", si è difesa.
Nel frattempo, il sindaco di Bologna Virginio Merola chiama in causa il ministro degli Interni Matteo Salvini: "Intervenga anche contro questi fascisti, non solo contro Riace". Anche Vasco Errani, senatore di LeU, entra nella vicenda, annunciando un'interrogazione parlamentare.
La notizia che fa senza dubbio più clamore, però, è la decisione di Forza Nuova di sospendere Ticchi, diffidata dal rilasciare dichiarazione per nome e conto della forza politica.

ASCOLTA L'INTERVISTA A GIULIO PIERINI:

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