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Dal Kosovo a Colonia, la violenza sulle donne nelle guerre

Alle 17.30 in Santa Cristina un incontro promosso dall'Associazione Orlando.


di Alessandro Canella
Categorie: Esteri, Donne
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Un'installazione di vestiti per ricordare le vittime di stupro

Dalle 20mila donne stuprate durante il conflitto in Kosovo nel biennio 1998-99 alle donne migranti stuprate in Libia, fino ai fatti di Colonia. Questo pomeriggio, in Santa Cristina, un incontro sull'attualità della vicenda del Kosovo contro la violenza alle donne nelle guerre e nelle migrazioni.

Sono 20mila le donne che furono stuprate durante la guerra il Kosovo, tra il 1998 e il 1999. Un numero impressionante, che è stato ricostruito con un lavoro faticoso e lungo, ma che ha portato anche ad un traguardo importante: il riconoscimento dello stupro tra i crimini di guerra con risarcimento danni alle vittime.
Qualcosa di simile, ma con dinamiche diverse, successe in Bosnia, nel conflitto precedente, e purtroppo continua a succedere, ad esempio alle migranti che transitano per la Libia prima di imbarcarsi per l'Europa.

Per riflettere su un tema così attuale, l'Associazione Orlando, col patrocinio del Comune di Bologna, ha promosso per oggi pomeriggio alle 17.30, nell'Aula Magna di Santa Cristina in via del Piombo 5, un incontro con ospiti internazionali.
"Pensando a te" è il titolo dell'incontro, ma è anche il nome di una campagna che in Kosovo ha visto la partecipazione di 3mila donne e di un documentario curato da Anna Di Lellio, femminista e docente di Politica alla New York University, che sarà presente all'incontro.

Oltre a lei, interverranno anche Vjosa Dobruna, ambasciatrice della Repubblica del Kosovo in Olanda; Feride Rushiti, direttrice del Centro di riabilitazione di vittime della tortura in Kosovo; Kadire Tahiraj, direttrice del Centro per la promozione dei diritti delle donne di Drenas e la presidente del Consiglio comunale di Bologna, Simona Lembi.

A coordinare l'incontro sarà Raffaella Lamberti dell'Associazione Orlando, che ai nostri microfoni ha ricostruito le relazioni che intercorrono tra l'Italia e il Kosovo, in particolare sui diritti delle donne.
"Abbiamo messo in piedi anche un piccolo progetto con le donne profughe e richiedenti asilo - spiega Lamberti - per continuare a lavorare su questi temi anche oggi".
Alla base delle riflessioni tra il passato e il presente c'è sempre una triste costante: la sottovalutazione del fenomeno della violenza contro le donne, in questo caso durante i conflitti armati e nelle migrazioni.


Ascolta l'intervista a Raffaella Lamberti

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