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Dai #daspo alla #dispo(nibilità): in piazza contro gli allontanamenti

Dopo i daspo urbani, una manifestazione promossa per un altro modo di approcciare la povertà.


di Alessandro Canella
Categorie: Movimento
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Mercoledì 29 novembre, alle 18.30, Piazza Grande, il Cassero, Artemigrante, Associazione Orlando e Mondiali Antirazzisti rispondono ai daspo urbani comminati ai senzatetto con una manifestazione all'insegna della disponibilità verso i più poveri. Il focus è sul fastidio che i cittadini provano verso gli indigenti. "La città sta insieme perché c'è attenzione all'altro, non per il rispetto sempre più stretto delle regole".

Dopo l'applicazione anche a Bologna dei daspo urbani, l'allontanamento coatto per ragioni di decoro reso possibile dalle legge Minniti, di cui sono stati vittima dieci clochard che dormivano sotto i portici nei pressi della stazione, grande è stata l'indignazione di singoli e associazioni.
Al contempo, però, c'è anche chi ha gioito e si è compiaciuto per non essere più costretto a vedere clochard dormire sotto il proprio portico o non dover scalvacare una persona per entrare in casa.

È a quest'ultimo genere di reazioni che sembra rivolgersi la manifestazione promossa per mercoledì 29 novembre, alle 18.30 in piazza Nettuno, da una rete di associazioni, composta da Piazza Grande, il Cassero, Artemigrante, Associazione Orlando e Mondiali Antirazzisti.
"Abbiamo usato un gioco di parole - spiega ai nostri microfoni Carlo Francesco Salmaso di Piazza Grande - Dai daspo alla 'dispo', cioè la disponibilità verso l'altro".

La sensazione degli organizzatori è che anche a Bologna si respiri un'atmosfera di individualismo, dove le persone hanno ben presente i propri bisogni, ma provino fastidio o rabbia per quelli altrui. Un'assenza di empatia e immedesimazione che porta alla solitudine.
"Una società, una città sta insieme perché c'è attenzione all'altro, non per il rispetto sempre più stretto delle regole", osserva Salmaso.

L'appuntamento di mercoledì, dunque, sarà all'insegna della disponibilità verso l'altro. La richiesta è quella di portare in piazza un sacco a pelo o una coperta e qualcosa da rendere disponibile per le altre e gli altri. Alle 19.00 comincerà la condivisione e la disponibilità verso l'altro e l'immedesimazione nei panni altrui: persone povere, migranti, rom, trans, disabili, sieropositive, donne, bisex, lesbiche, gay, compagne, musulmane, cattoliche, operatori sociali, sfamiglie.
"Veniamo in tanti e tante - è l'appello degli organizzatori - per dimostrare che Bologna non combatte i poveri DASPOstare, ma la povertà con la DISPOnibilità".

L'esponente di Piazza Grande, inoltre, spiega che la povertà non è mai solo un problema materiale, ma soprattutto di relazione. Le persone indigenti vivono problemi di emarginazione, di dignità e anche di sicurezza, dal momento che sono spesso le prime vittime di aggressioni. Un atteggiamento diverso, basato sulla disponibilità e non sul fastidio, dunque, potrebbe fare molto di più di diverse politiche.
Con l'arrivo del freddo, infine, c'è un invito: "Se vedete una persona che dorme per strada, non chiamate la polizia per scacciarla - chiede Salmaso - Così facendo la costringereste a rintanarsi in luoghi sempre più isolati e ciò può costare la vita".

ASCOLTA L'INTERVISTA A CARLO FRANCESCO SALMASO:

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