Dopo il debutto italiano proprio al Teatro Comunale di Ferrara nel 2001, Guilherme Botelho è tornato in esclusiva in prima nazionale nella città estense con Sideways rain, coreografia segnalata dalla critica come uno dei momenti più alti del suo lavoro.
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Sideways rain: un viaggio dentro l'avventura umana
I quattordici danzatori della compagnia Alias attraversano la scena senza sosta, con passi ripetitivi e quasi ipnotici, in uno scorrere continuo di forme e figure strisciano, camminano, rotolano, si contorcono, cadono: è il flusso inesorabile dell’esistenza. Sessanta minuti di puro movimento verso un destino che non può essere modificato, unica scappatoia: qualche momento di sospensione. Un uomo e una donna si fermano nel mezzo del tumulto, questi esseri umani che si riconoscono e potrebbero innamorarsi siamo noi e perciò vogliamo credere che abbiano la forza di spezzare l’ipnotico e incessante fluire del Destino. Ma alla fine le Parche si materializzano attraverso una fitta ragnatela di lunghe strisce elastiche legate ai danzatori riaffermando il diritto a riportare tutti gli esseri viventi sulla via che non avrebbero mai dovuto lasciare. Il tutto avviene in un paesaggio astratto creato dalle musiche di Murcof e da una luce essenziale che strappa via i corpi dall’ombra per gettarli in un bagliore vivido ma che alla fine li fa tornare alla forma originaria in un’atmosfera crepuscolare. Sideways rain è uno spettacolo semplice e complesso allo stesso tempo, in cui emerge il mix di culture e tradizioni nel quale il coreografo è vissuto. Le sue origini brasiliane lo spingono a scendere nelle viscere dell’indagine sociologica fino all’origine del movimento, mentre la sua formazione europea lo induce a mettere in ordine e razionalizzare le emozioni. L’effetto è una danza lineare ma espressiva, pulita ma coinvolgente.
Guilherme Botelho
Nato a San Paolo in Brasile nel 1962, scopre la passione per la danza a quattordici anni. Lasciato il paese d’origine entra nel Ballet du Grand Théâtre di Ginevra, dove danza fino al 1994, quando fonda la compagnia Alias, con la quale conduce un lavoro incentrato sulla ricerca di senso che dà origine al movimento. Da qui l’importanza fondamentale, nel suo metodo di lavoro, dell’improvvisazione, mezzo imprescindibile per sviluppare la personalità dell’interprete e per esplorare quel getto di verità che sta alla base della sua concezione di movimento. Costantemente alla ricerca di situazioni o immagini evocatrici della vita, Botelho scardina le apparenze e trasforma il suo teatro-danza in un medium tra noi e il mondo, in un sorprendente gioco di verità e di smascheramento delle emozioni.
Federica Pezzoli







