Giovedì 17 Marzo all'Arena del Sole di Bologna è stata presentata La Metamorfosi, creazione scenica liberamente ispirata al racconto omonimo di Franz Kafka, curata dal collettivo artistico teatrale Città di Ebla, nato a Forlì nel 2004. Regia di Claudio Angelini, interpretazione e studio sulla figura a cura diAlessandro Bedosti.
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La Metamorfosi va in scena all'Arena del Sole
classico di Kafka all'Arena del sole
Giovedì 17 Marzo all'Arena del Sole di Bologna è stata presentata La Metamorfosi, creazione scenica liberamente ispirata al racconto omonimo di Franz Kafka, curata dal collettivo artistico teatrale Città di Ebla, nato a Forlì nel 2004. Regia di Claudio Angelini, interpretazione e studio sulla figura a cura di Alessandro Bedosti.
Sulla scena una poltrona, una segreteria telefonica in cui le voci registrate sono l'unico elemento che tiene Gregorio Samsa ancorato alla realtà. Non appena la segreteria si spegne inizia la trasformazione del protagonista nel luogo più intimo della casa: il bagno, reso con pareti trasparenti. La figura umana, colpita da spasmi, inizia a prendere forme inusuali, si contorce, si arrampica, si avvolge nella tenda della doccia assumendo le sembianze di un baco. La stanza da bagno si trasforma così in gabbia e il corpo di Alessandro Bedosti perlustra le pareti cercando una via d'uscita, che poi troverà nel soffitto. La metamorfosi è completa, sotto le nuove sembianze potrebbe fuggire e invece, come una falena, rimane attaccata alla parete esterna del bagno attratta dalla luce.
Il ritorno alla realtà è causato d'improvviso da una telefonata del padre, il risveglio è immediato, l'insetto annidato dentro l'essere umano viene ucciso: una colata di sangue scorre lungo le pareti trasparenti e Gregorio Samsa ritorna ad essere se stesso.
Come spiega il regista, l'ideazione della messa in scena de La Metamorfosi s'inserisce in un percorso di “depensamento” di alcuni racconti scritti nella prima metà del Novecento in Europa, che si fregiano di una forma letteraria e immaginifica perfetta, impossibili proprio per la loro unicità da tradurre scenicamente.
L' intento di Angelini è pertanto quello di estrarre riflessioni dal racconto attraverso provocazioni, sconvolgendo e cambiando in parte la narrazione.
Il risultato sullo spettatore è di estrema attualità: la trasformazione fallimentare di Gregorio è infatti espressione del desiderio odierno di ricerca di una nuova identità, che deve però affrontare ostacoli, limiti e vincoli che la rendono un percorso travagliato, se non addirittura impossibile.






