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Libri del 10 novembre: mafia + cinema
giovedì 10 novembre (h.19), interviste con Peppe Ruggiero e Gianni Canova
PEPPE RUGGIERO, L'ULTIMA CENA. A TAVOLA CON I BOSS, VERDENERO.
Dopo il documentario sulle ecomafie “Biutiful cauntri”, Peppe Ruggiero disegna un quadro inquietante di ciò che finisce sulle nostre tavole grazie alla , o meglio a causa della, criminalità organizzata. “L'ultima cena. A tavola con i boss” è menù, dal primo al caffè, imposto dai boss. I vantaggi, spiega l'autore, sono il minor rischio dal punto di vista penale e il vuoto legislativo per quanto riguarda i reati nel settore alimentare (per esempio i magistrati non possono chiedere rogatorie internazionali per sospetta sofisticazione alimentare). Una situazione gravata da Severio Romano, Ministro dell'agricoltura è accusato da ben 3 pentiti di aver avuto rapporti con la mafia. Per ora solo una piccolissima soluzione, affidarsi a prodotti certificati e che provengono da terreni sottratti ai signori del crimine come quelli commercializzati con il marchio Libera Terra, voluto da Don Ciotti, che ha scritto la prefazione al libro. Peppe Ruggiero è giornalista professionista, collabora con varie testate tra cui l’Unità, Terra, Narcomafie, Libera Informazione, è tra i curatori del Rapporto Ecomafia di Legambiente. Intervista di Federica Pezzoli.
GIANNI CANOVA, CINEMANIA 10 ANNI 100 FILM ITALIANI, MARSILIO. Uno dei critici cinematografici più longevi e più noti esplora il meglio del cinema italiano degli anni '00. Cinema che ha avuto sicuramente dei bassi rispetto alle stagioni d'oro del Nerorealismo e della Commedia all'italiana, ma che con Gomorra di Matteo Garrone o Il Divo di Paolo Sorrentino ha raggiunto altissimi vertici. "Lontano da ogni tentativo di costruire gerarchie o cataloghi esaustivi", Gianni Canova propone una lettura del cinema italiano attraverso l'analisi critica di 100 film attentamente selezionati. Mettendo da parte il criterio delle "privatissime predilezioni del critico", l'autore discute le opere che "da più di un punto di vista appaiono imprescindibili per capire il rapporto che il cinema italiano del nuovo millennio intrattiene con l'immaginario collettivo e con il modo in cui l'immaginario stesso sta cambiando". L'intervista è di Fabrizio Pompei.







