Ventitrè storie note e meno note che sollevano molti interrogativi: come può un normale intervento di polizia trasformarsi in un omicidio di gruppo? Chi sono le vittime? Chi è l’uomo che sceglie di indossare la divisa?
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Chi controlla la polizia?
“Non sono contro la polizia, ne ho solo paura”
Questa citazione di Alfred Hitchock esprime bene il sentimento del lettore che ha appena finito di leggere Malapolizia di Adriano Chiarelli (Newton Compton Editori). Casi conosciuti ed inediti di soprusi, reati e violenze compiuti dalle forze dell’ordine, questa inchiesta ha il merito di averne messi in fila un bel po’, pur nell’assenza di qualsiasi statistica ufficiale. Lo scopo? Andare oltre la violenza e portare a galla il resto: raccontare come i poliziotti si muovono sulla scena del delitto, il loro delitto, descrivere il loro stato d’animo, fatto di impunità, solidarietà negativa tra colleghi, delineare i motivi per cui difficilmente un agente va a processo…“Il poliziotto rappresenta la legge, e la legge non manda a processo se stessa”(sono parole dello stesso Chiarelli). Insomma un’inchiesta che smaschera il luogo comune delle mele marce per proporci una realtà ben più difficile da accettare, quella di un paese in cui non esiste un codice deontologico per la polizia e, unico caso in Europa, non è ancora stato introdotto il reato di tortura nel Codice Penale, nonostante le continue raccomandazioni del Consiglio per i diritti umani dell’Onu. La nostra Federica Pezzoli ha intervistato l'autore in occasione della presentazione del volume alla libreria Melbook di Ferrara
Profilo dell'autore
Adriano Chiarelli ha 31 anni, è nato a Bruxelles e vive a Roma. È stato assistente alla regia di Paolo Sorrentino e Matteo Garrone. Lavora come autore e sceneggiatore per cinema e televisione. Ha all’attivo diverse collaborazioni con RAi, Fox italia e altre produzioni italiane. Malapolizia è il suo primo libro e nasce dalle ricerche che l’autore aveva condotto in vista della realizzazione di un documentario per la televisione.
Ascolta l'intervista di Federica Pezzoli con Adriano Chiarelli







