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Cua presenta Univercity Unchained

Oggi e domani @ via Zamboni 38.


di redazione
Categorie: Movimento, Istruzione
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Due giorni per riaprire lo spazio collettivo di riflessione sullo stato e sul futuro dei movimenti universitari antagonisti. Dentro, contro e oltre l'università e la metropoli della crisi e dell'austerità.

"Partiamo da un'assunzione. Superare una fase particolarmente difficile dal punto di vista dell’emersione delle lotte negli atenei esige inanzitutto un ripensamento del concetto stesso di lotte in università. Ci troviamo alle spalle una fase, quella che vede come confini il movimento dell'Onda e l'esplosione del 14 dicembre 2010, in cui il focus delle lotte riguardava l’amministrazione stessa dell’università, la ridefinizione del suo ruolo di dispositivo sociale, la battaglia sulla sua caratteristica di massa o di èlite. Una battaglia troppo spessa giocata sul piano della difesa del pubblico e non sull'immaginazione di un oltre possibile, e probabilmente persa proprio per questo motivo.
Questa fase è terminata con una certezza: l'università italiana non è più un luogo di ascensione sociale, né un bene comune da difendere (i dati di ogni ricerca su questo aspetto lo confermano, se non fosse bastata a farlo appunto l'esplosione del 14 dicembre)".

Questo si legge tra i comunicati del Cua per l'iniziativa del 10 e 11 Maggio. Il Collettivo prende atto dello sfibramento dell'energia dirompente che aveva animato i movimenti di opposizione alla famigerata Riforma Gelmini e che aveva portato a quell'esplosione del 14 Dicembre, quando bruciava Piazza del Popolo mentre in Parlamento si votava la Legge per il "riassetto" e la "razionalizzazione" del sistema universitario. Il sistema è stato di fatto conservato con tutte le sue contraddizioni e criticità che ogni giorno non fanno che svalutarlo, soprattutto allo sguardo degli studenti che dentro questo sistema si muovono, agiscono, studiano.

Ma proprio quando la repressione del Rettore Sceriffo e colleghi si fa più dura, lo studio non si può rimandare. Allora sarà il caso di mettersi "a tavolino" a riflettere sullo stato di questa università, in quest'Europa di crisi e austerità. Magari si studierà a modo nostro, conversando, condividendo i nostri saperi e le nostre prospettive, immaginando un oltre per l'università ma soprattutto per noi stessi, in questo pazzo mondo di ingovernabilità e di tempeste finanziarie.

Si riparte da Via Zamboni 38, oggi alle 17, con due workshop: "università e saperi" e "università e metropoli"; due titoli e due incontri per indagare la funzione sociale dell'università oggi. In serata, alle 9, sarà ospite una della delegazione di attivisti dalla Grecia per la presentazione del libro "La forza di Piazza Syntagma"; presenti anche Fulvio Massarelli, autore, e Gigi Roggero, da Uninomade. Domani pomeriggio, alle 16, dibattito pubblico con Carlo Formenti e Silvano Cacciari, sui nuovi scenari della politica italiana. Si conclude con l'incontro serale "Letteratura e conflitto", nel quale giovani scittori emergenti si confronteranno su esperienze di vita e di letteratura in conflitto.
Liberiamo questo Django che è in noi.

Luca Ferrero


Ascolta l'intervista a Niccolò del Cua
Tags: Bologna, Protesta

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