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Eurocrati o sovranisti? "Serve un terzo spazio"

I possibili sbocchi della crisi istituzionale italiana.


di Alessandro Canella
Categorie: Politica
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Dalle dichiarazioni di Matteo Renzi e altri esponenti dem sembra che il Pd conti di raccimolare consensi paventando un pericolo per la democrazia e facendo leva sulla paura dello spread: spauracchi che giustificherebbero alleanze imbarazzanti. Per contro, un fronte populista e sovranista molto pericoloso. Per l'ex deputato Giovanni Paglia serve invece un terzo spazio per chi non accetta questa dicotomia.

All'indomani del punto più acuto (almeno fino a questo momento) della crisi politico-istituzionale italiana, i partiti sembrano già pensare alle prossime elezioni. Nessuno, forse nemmeno il presidente della Repubblica, considera Carlo Cottarelli come la soluzione al pantano seguito alle elezioni del 4 marzo, ma queste ore e la situazione che si è profilata sembrano essere cruciali per elaborare e lanciare strategie elettorali.
Su questo versante, la strategia del Pd sembra quella di sfruttare la situazione di caos per chiamare a raccolta quanti non si riconoscono nell'alleanza giallo-verde, contando così di recuperare il consenso perso nelle urne.

In questo senso, ad esempio, sembrano andare le parole di Matteo Renzi, che a Radio Capital ha dichiarato che le prossime elezioni "sono una gigantesca opportunità: si può costruire un fronte ampio contro gli sfascisti istituzionali. Ora è il momento di mettersi in gioco". E per farlo, Renzi sarebbe disponibile anche a contenere il suo ego e "giocare da mediano".
A confermare che l'idea non rappresenta un'esternazione estemporanea dell'ex segretario nazionale ci sono le dichiarazioni del sindaco di Bologna, Virginio Merola, che negli ultimi anni ha avuto non poche frizioni con lo stesso Renzi. Sul Corriere di Bologna Merola parla di "democrazia sotto attacco" e individua la necessità di "un fronte ampio" per difenderla.

Sembrerebbe quindi che il Pd conti di creare una sorta di sedicente Comitato di Liberazione Nazionale per fronteggiare il blocco sovranista e populista.
Sì, ma con chi? Forse con Forza Italia o con qualche moderato del partito berlusconiano, che negli ultimi tempi ha manifestato un po' di fastidio per l'egemonia e le posizioni leghiste.
Alla base di un'alleanza di questo tipo, però, ci sarebbe la difesa a priori dell'Europa e delle sue politiche economiche, in ferma opposizione allo "sfascismo" evocato da Renzi.

Una scelta, quella tra eurocrati e sovranisti, che non piace a tutti. Tra questi troviamo Giovanni Paglia, ex deputato di Sinistra Italiana, che nell'analizzare la situazione italiana, paventa una prospettiva che vede solo queste due opzioni in campo.
"Da un lato c'è un blocco della conservazione - argomenta Paglia ai nostri microfoni - cioè di chi difende lo status quo e le politiche degli ultimi anni, dal governo Monti a Gentiloni. Dall'altro, invece, c'è un fronte populista, di cui non si capisce assolutamente nulla, ma che poi assume un tratto anche su alcuni aspetti eversivo".

Per l'ex deputato, di fronte a questa prospettiva, "occorre trovare la forza di costruire una terza ipotesi", che sostiene che la Costituzione si rispetta e si applica, che difende le istituzioni, ma che al contempo sostenga "che in questo Paese c'è bisogno di un'inversione a 'U' sulle politiche".
Se la democrazia è sotto attacco, secondo Paglia lo è da più fronti: "A me non è piaciuto l'attacco a Mattarella di Lega e M5S, pur senza condividere le scelte del presidente, ma è evidente che noi siamo sotto attacco anche e di nuovo dalla speculazione finanziaria, che vuole imporre un'uscita da questa crisi da destra".

Recuperare consensi con la paura dei populismi e dello spread per qualcuno "è una tentazione, ma sbagliatissima".
Certo, qualora Lega e M5S decidessero di presentarsi alle elezioni in un'alleanza compatta, "questo potrebbe mettere in discussione tutto, comprese le scelte della sinistra, perché una saldatura elettorale tra i due partiti sarebbe molto pericolosa in quanto assalto alle istituzioni", sostiene Paglia, che si auspica anche i grillini non facciano l'errore di "farsi prendere in giro da Salvini che li ha portati a sbattere e ricordino di essere altro da una dependance di Salvini".

Servirebbe, dunque, una proposta autonoma a queste due opzioni. E nel metterla in campo "non è nemmeno più una questione della sinistra - conclude Paglia - Serve un terzo spazio politico tra chi predica austerità, continuità e obbedienza cieca ai vincoli dell'Europa e del mercato e chi invece ha una chiusura tutta nazionalista e sovranista e comincia anche a dimostrare poco rispetto per le istituzioni e la Costituzione italiana".

ASCOLTA L'INTERVISTA A GIOVANNI PAGLIA:

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