Radio Città Fujiko»Notizie

Crisi Deutsche Bank: riecco la finanza tossica

I problemi del colosso tedesco ci dicono che non è cambiato nulla nella finanza che ha generato la crisi.


di Alessandro Canella
Categorie: Economia
deutschebank.jpg

La multa da 14 miliardi, ridotta a 5, della Fed a Deutsche Bank fa tremare il colosso tedesco. Merkel dichiara di non voler dare aiuti di stato per il salvataggio della banca, ma i fondi potrebbero arrivare in modo indiretto. La vicenda, però, dimostra che non è stata riformata la finanza pirata e tossica che ha portato alla crisi economica. L'intervista a Ugo Biggeri di Banca Etica.

Lo scorso maggio la procura di Trani ha aperto un'indagine sul colosso bancario tedesco Deutsche Bank per manipolazione del mercato. La lente degli inquirenti si concentra sulla vendita, avvenuta nel 2011, di titoli di Stato italiani per un valore di 7 miliardi. La banca avrebbe nascosto agli investitori al Ministero dell'Economia italiano la sua intenzione di ridurre drasticamente e velocemente il suo pacchetto di titoli italiani.
Tre anni prima, alla vigilia del crollo della Leman Brothers che ha dato origine alla crisi economica mondiale, Deutsche Bank ha partecipato al banchetto tossico dei mutui subprime, usando questi ultimi a titolo di garanzia per la vendita di obbligazioni. Per questo motivo la Fed americana le ha comminato una multa da 14 miliardi, patteggiata poi a 5.

La crisi che sta vivendo in questi giorni l'istituto di credito tedesco ci racconta che la finanza pirata e tossica, quella scollegata dall'economia reale, ma capace di trascinarla a picco, non è affatto scomparsa. Le misure annunciate a pieni polmoni dai governi europei, all'indomani dello scoppio della crisi, per riformare il sistema finanziario e arginare le sue storture semplicemente non esistono e la portata potenziale di quello che sta accadendo ad una delle banche più potenti del mondo è simile a quanto accadde nel 2008 con la Leman Brothers. Così la pensa Ugo Biggeri, presidente di Banca Etica. “Parliamo di una delle banche più potenti al mondo – osserva ai nostri microfoni – che fa uso di prodotti opachi, in particolare derivati, fuori da ogni ragionevolezza”.

La partita ora si gioca sul destino della banca. Le sue dimensioni la includono nelle cosiddette “too big to fail”, ovvero le banche troppo grandi per fallire senza conseguenze a catena di tipo economico e sociale.
L'orientamento europeo vorrebbe escludere il bail out, ovvero il salvataggio esterno, specie se pubblico, di una banca, ma il bail in, il salvataggio attraverso i fondi interni della banca, potrebbe non essere sufficiente. “Il bail in può servire se si gioca corretto – osserva Biggeri – altrimenti è uno dei tanti modi per far ricadere sulle spalle di altri la responsabilità. Quasi mai abbiamo assistito alla punizione dei vertici delle banche che hanno avuto comportamenti fraudolenti”. Gli stessi meccanismi pensati per far pagare alle banche i costi delle ristrutturazioni bancarie hanno portato ad un aumento dei costi dei conti correnti.

La cancelliera tedesca Angela Merkel, nel frattempo, ha dichiarato che per la Deutsche Bank non verranno usati aiuti di Stato. Un sondaggio in Germania rivela che il 70% dei tedeschi è contrario al salvataggio pubblico. Un orientamento dei cittadini che la stessa cancelliera, in crisi di consensi elettorali e icona della fermezza europea, non può non prendere in considerazione.
“Troveranno il modo – prevede il presidente di Banca Etica – per mettere in atto delle modalità per il salvataggio della Deutsche Bank che non sono un aiuto di Stato in modo esplicito, ma lo sono in modo indiretto”.
Per Biggeri, però, il punto resta lo stesso: se non si adottano provvedimenti per evitare l'ipertrofia finanziaria – ad esempio la Tobin Tax, la tassazione delle transazioni finanziarie – il problema è destinato a ripetersi.


Ascolta l'intervista a Ugo Biggeri

Ascolta Online


realizzato da Channelweb srl  /  progetto grafico Eddy Anselmi  /  P. IVA 00954970372

Questo sito web impiega cookie tecnici e di profilazione, proseguendo nella navigazione si acconsente al loro utilizzo close[ informazioni ]