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Cos'è Xm24?/2: Hacklabbo

Il viaggio alla scoperta delle attività all'interno del centro sociale di via Fioravanti.


di Alessandro Canella
Categorie: Movimento
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Xm24 è sotto sfratto per far posto ad una caserma. Radio Città Fujiko ha iniziato un viaggio per raccontare settimanalmente le attività che si svolgono all'interno del centro sociale. Nella seconda puntata parliamo di Hacklabbo, il laboratorio di autodifesa digitale.

Dopo la prima puntata dedicata allo sport e alla palestra popolare “Teofilo Stevenson”, il nostro viaggio alla scoperta delle realtà che trovano sede ad Xm24, il centro sociale di via Fioravanti che il sindaco vorrebbe sgomberare per far spazio ad una caserma dei carabinieri, fa tappa ad Hacklabbo , un laboratorio permanente dedicato alle nuove tecnologie.
“Hacklabbo nasce nei primi anni 2000 – racconta ai nostri microfoni Andrea, una delle attiviste – durante le fasi del G8 di Genova, quando si avvertiva la necessità di comunicare e di conoscere gli strumenti necessari per farlo”. Il movimento “No Global”, infatti, aveva intuito che il campo della comunicazione non poteva essere lasciato ai media mainstream, ma che era necessario cominciare ad essere fonte di contenuti e di informazione.

Hacklabbo ha sempre avuto sede ad Xm24, la sua storia nasce e si sviluppa all'interno del centro sociale. Da sempre, inoltre, si occupa di hacking, ovvero le tecniche e le operazioni volte a conoscere, accedere e modificare un sistema hardware o software.
Lo scopo, dunque, è quello di conoscere “le tecnologie invasive, la profilazione pervasiva a scopo commerciale e di controllo sociale, la censura governativa ed aziendale e la commercializzazione di massa di prodotti hardware e software che utilizzano licenze limitanti e brevetti intellettuali come armi legali e dogane virtuali sono gabbie sociali in cui l’utente viene rinchiuso”.
Tutto ciò, per potersene difendere.

“Per uscirne analizziamo, smontiamo e scardiniamo le meccaniche in cui ci siamo fatti inscatolare rivendicando la libera circolazione (analogica e digitale) dell’informazione, il diritto alla privacy, all’anonimato e alla libertà di espressione ed invenzione e condividiamo conoscenza autoproducendo dal basso strumenti alternativi ed infrastrutture autonome di comunicazione per una partecipazione politica consapevole”, si legge nella descrizione del progetto.

Organizziamo talk per tutte le persone che si trovano a misurarsi con la tecnologia – aggiunge Andrea – Da chi lavora nel medicale e si trova ad avere a che fare con software che gestiscono dati sensibili delle persone, chi lavora nell'accoglienza si troverà a domandarsi anche lì dove finiscono e chi ha accesso a quei dati, fino a chi lavora nell'agricoltura e vuole registrare le proprie attività nei campi”.
Oltre a ciò, vengono forniti servizi di archiviazione, come Arkiwi, impostati sui formati liberi dei file e sulle licenze creative commons.

Hacklabbo è una delle realtà italiane di riferimento per questo settore. Non è un caso che l'Hackmeeting, il raduno annuale ed itinerante di “smanettoni”, abbia fatto tappa a Bologna già due volte, pochi anni fa proprio ad Xm24.
Il laboratorio che ha sede in via Fioravanti, inoltre, fa parte di diverse reti a livello nazionale, come quella di Indymedia, che ebbe l'apice del suo successo proprio durante gli anni del movimento “No global”.


Ascolta l'intervista ad Andrea

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