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Coopservice, "intimidazioni e nessuna risposta concreta"

Proseguono i presidi dei lavoratori universitari, ma non si vedono ancora soluzioni.


di redazione
Categorie: Lavoro
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Per il terzo giorno consecutivo vanno avanti le proteste e i presidi dei lavoratori Coopservice, sostenuti da studenti e attivisti. Ma sia da Coopservice sia da Alma Mater non arrivano risposte, e le cose sembrano aggravarsi. Intanto il sindacato Cub denuncia "intimidazioni da tutte le parti".

"Tutto quello che si temeva sembra doversi avverare". È forte il pessimismo del sindacato Cub (Confederazione Unitaria di Base) sulla situazione dei lavoratori delle portinerie universitarie, in appalto a Coopservice. Questa mattina, terzo giorno di presidio, si è presentato lo stesso direttore generale dell'Alma Mater, Giuseppe Colpani, per aprire con le sue mani la porta di
ingresso laterale di Palazzo Paleotti, al 25 di via Zamboni. A riferirlo è lo stesso sindacato di base, per bocca di Antonella Zago. A quel punto i lavoratori hanno iniziato a chiedere informazioni, ma le risposte di Colpani non hanno fatto altro che "confermare i dubbi che avevamo", dice Zago. Il direttore ha infatti fatto sapere che l'Università non ha gli strumenti tecnici per intervenire, né sul versante dello stipendio percepito dai lavoratori di Palazzo Paleotti, né per quanto riguarda l'appalto in scadenza a luglio, quando verrà convocata ancora Coopservice.

Nessuna certezza dunque per i lavoratori in sciopero. Minacce sì, in compenso. Sempre secondo Cub, infatti, è stato lo stesso direttore generale Colpani ad avvertire che se il sit-in proseguirà ancora sarà chiamata la polizia per aprire le porte.
"Come sindacato un contatto ce l'abbiamo col rettorato - ci fa sapere Antonella Zago - noi speriamo che il Rettore dica qualcosa ufficialmente, perché i lavoratori cercano certezze, non rassicurazioni".

Coopservice, intanto, "sta utilizzando le maniere peggiori per ostacolare questa protesta". Come spiega Zago, infatti, l'azienda "sta sostituendo il personale con degli interinali", e quando i lavoratori si sono riuniti in assemblea abbandonando il picchetto, "si è servita dei tempi determinati per aprire Palazzo Paleotti".

E se Coopservice, tramite un comunicato, ha fatto sapere di non avere intenzione di modificare i contratti di lavoro "noi chiediamo: da luglio, quando scadrà il contratto, ci potete dare rassicurazioni? - è la domanda che pone Zago - su questo non abbiamo risposte, ma solo un atteggiamento arrogante".

Andrea Perolino


Ascolta l'intervista a Antonella Zago

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