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Contro la Violenza di Genere


Un appello lanciato da alcune attiviste alla ministra Idem e alla Boldrini.


di redazione
Categorie: Glbtq
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Femminismo A Sud e altre realtà che si occupano di genere lanciano una petizione per chiedere alla presidente della Camera Laura Boldrini e alla ministra Josefa Idem un modo più amplio di intendere la violenza di genere, non soltanto contro il maschilismo, ma anche contro omofobia e transfobia.

Dopo l'osservazione e il motoraggio portato avanti da queste realtà, Femminismo A Sud ha deciso così di rivolgersi direttamente alla presidente della Camera. Soprattutto dopo che la stessa Boldrini aveva sottolineato e chiesto di iniziare a muoversi per ridurre e monitorare la violenza del linguaggio del popolo della rete.

"Per arginare la violenza e il sessismo in rete servirebbe una maggiore consapevolezza del mezzo usato. Suggeriamo perciò di avviare una iniziativa che miri all’alfabetizzazione che abbia come obiettivo quello di educare all’uso della rete nel rispetto dei generi, di donne, gay, lesbiche, trans, uomini, persone, di qualunque etnia e cultura e di qualunque estrazione politica - così scrivono le attiviste di Femminismo A Sud - La rete è usata spesso come luogo di scontro e opposizione politica, di genere, tra squadrismi che nel caso in cui abbiano a oggetto una donna, un gay, una lesbica, una trans o, come nel caso della Ministra Cècile Kyenge, una persona ritenuta "straniera", esplicitano un odio che è espressione di una mentalità ampiamente diffusa nel mondo reale".

Un appello che propone anche delle soluzioni: "E’ fondamentale che le Istituzioni provvedano, così come dichiarato dalla Ministra Idem, a istituire un Osservatorio di modo che si capisca bene di cosa sia fatto il fenomeno che dovrebbe includere nell’analisi dei delitti per questioni di ruolo di genere anche quelli di stampo omofobico/transfobico - continuano le attiviste - per le soluzioni concrete da ipotizzare per disinnescare e arginare questi gravissimi fenomeni, ci chiediamo se non si possano includere le parole “di genere” nella Legge Mancino dove all’Articolo 1 si parla di “Discriminazione, odio o violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi” e se non si possa inserire lo stesso concetto “motivi di odio di genere” tra le circostanze aggravanti (dove si definiscono generici “motivi abietti e futili”) dell’articolo 575 (omicidio) del codice penale, volendo includere in questa formula dunque anche i delitti che riguardano vittime gay, lesbiche, trans".

Violenza e analfabetismo digitale corrono insieme e non si rivolgono soltanto alle donne ma in generale a omosessuali e transessuali: "Vorremmo che le violenze fossero osservate nel suo insieme a partire dalla cultura che le caratterizza a prescindere da chi se ne fa portatore o portatrice. Speriamo il nostro contributo vi sia utile" così termina il testo della petizione consultabile a questo link o nei blog dei tre soggetti promotori: Femminismo a Sud, Bollettino di Guerra, Abbatto i Muri.


Ascolta l'intervista ad Eretica di Femminismo A Sud

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