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Contro il M.U.O.S. della marina Usa in Sicilia

Momenti concitati per una vertenza importante, in difesa del territorio e della salute.


di redazione
Categorie: Movimento
No Muos

Nella zona della Sughereta di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, si vuole installare un moderno sistema di telecomunicazioni satellitare della marina militare statunitense. Il comitato No M.U.O.S. non ci sta.

Verrebbe utilizzato per coordinare tutti i sistemi militari statunitensi dislocati nel globo, in particolare i droni, aerei senza pilota che saranno allocati anche a Sigonella. Per questo il 7 gennaio il Mobile User Objective System (M.U.O.S.) è stato definito dal ministro delll'Interno Anna Maria Cancellieri «sito di interesse strategico per la difesa militare della nazione e dei nostri alleati». Questo si legge nella comunicazine ufficiale inviata dal Ministero al presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta.

«Non sono accettabili comportamenti che impediscano l’attuazione delle esigenze di difesa nazionale e la libera circolazione connessa a tali esigenze, tutelate dalla Costituzione». Un monito da parte del governo fatto circolare proprio prima dell'Assemblea della Regione Sicilia, in cui all'ordine del giorno si trovava proprio una discussione sul M.U.O.S. .

La seduta dell’Assemblea regionale siciliana di ieri, iniziata alle 16 e conclusasi intorno alle 20 ha visto l'approvazione presentata dal Partito Democratico e Movimento a 5 Stelle dal titolo «Iniziative per impedire l’installazione del sistema militare Muos presso la base militare di Niscemi».

I Comitati No M.U.O.S. esprimono da tempo forti preoccupazioni riguardo le conseguenze dell'istallazione. In particolare sulla salute, ecosistema della Sughereta di Niscemi, qualità dei prodotti agricoli, diritto alla mobilità e allo sviluppo del territorio, diritto alla pace e alla sicurezza del territorio e dei suoi abitanti.

E il loro presidio permamente sulle vie di accesso alla base NRTF-8 è fermo per accogliera all'arrivo l'autogru che dovrebbe sollevare le parabole e collocarle nei loro alloggiamenti finali. «Abbiamo bisogno della collaborazione di tutti coloro che possono mettere a disposizione della collettività anche solo poche ore del proprio tempo» scrivono gli attivisti sul loro sito.

Una mobilitazione che sembra pronta a resistere nonostante la stanchezza. Il gruppo ha già pubblicato una lunga serie di documentazione tecnica per spiegare nei dettagli i rischi per il territorio e i suoi abitanti, che soprattutto in un momento come questo, stanno mostrando la loro determinazione.



Ascolta l'intervista Gaetano Impoco, attivista No M.U.O.S.

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