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Contraccezione gratis, ma ottenerla è un'odissea

Il provvedimento è stato lanciato nel maggio scorso, ma l'accesso è complicato.


di Alessandro Canella
Categorie: Sanità, Donne
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La Regione Emilia Romagna offre agli under 26 la contraccezione gratis, ma per accedervi occorre vivere un'odissea. La procedura è complicata e ristretta a consultori con liste d'attesa, aperture limitate e ticket da pagare. La testimonianza di Ilaria, attivista di Non Una di Meno Bologna.

Dallo scorso maggio in Emilia Romagna la contraccezione è gratis per gli under 26. L'encomiabile provvedimento della Regione permette ai giovani un accesso a tutti i dispositivi - dai preservativi alla pillola, passando per spirali, pillole del giorno dopo e addirittura impianti sottocutanei - di evitare gravidanze indesiderate e ridurre il rischio di malattie veneree.
Però, c'è un però. Le possibilità per accedervi sono esigue e tortuose, al punto da indurre i potenziali beneficiari a lasciar perdere.

Nel giugno scorso, il responsabile dei consultori di Bologna, Claudio Veronesi, aveva detto: "Abbiamo aperto 12 nuovi spazi e inaugurato servizi dedicati ai giovani adulti: ragazzi e ragazze fino ai 34 anni, che non li avevano. Finora la pillola viene distribuita in consultorio, dopo la visita ginecologica, ma tra qualche mese speriamo che le ragazze possano ritirarla anche nelle farmacie ospedaliere".

Gli auspici di Veronesi, però, si scontrano con la realtà, raccontata in una testimonianza da Ilaria, attivista di Non Una di Meno. In un post su Facebook, ripreso anche da una nota del movimento femminista, la giovane ha descritto il suo tentativo per poter accedere alla contraccezione gratuita.
"La ricetta per la contraccezione gratuita si può fare esclusivamente in consultorio, con prenotazione tramite Cup (quindi pagando il ticket e con dei tempi d'attesa in alcuni casi anche piuttosto lunghi). Gli unici consultori che la possono erogare senza il pagamento del ticket sono quelli con lo spazio giovani - anzi, nel mio caso giovani adulti dato che ho 23 anni, e in tutto il comune di Bologna ce ne sono... UNO!", si legge nel post.



Lo stesso consultorio fa sportello giovani adulti una sola mattina a settimana e questa informazione Ilaria l'ha reperita dalle operatrici del consultorio di via Beroaldo, dal momento che sul sito internet non c'è nulla in proposito. Il consultorio riceve solo su prenotazioni telefoniche, ma "il centralino è attivo 3 ore al giorno ed è praticamente impossibile prenotare tramite l'app Er salute", racconta sempre Ilaria.

Scoraggiata dai tempi di attesa dello spazio giovani adulti, la giovane ha prenotato una visita ginecologica al consultorio Mazzacorati, dove effettivamente le danno due scatole di contraccettivi e la ricetta, dicendole di aspettare qualche settimana e successivamente di provare a richiederli direttamente in farmacia, poiché stavano completando le procedure per attivare l'erogazione diretta (e non solo nei consultori).
Una volta in farmacia (2 mesi dopo), Ilaria scopre che questa procedura non viene accettata: "nonostante sia legge non è arrivata nessuna circolare ufficiale e non possono prestare questo servizio".

L'attivista di Non una di meno viene indirizzata nelle farmacie dell'azienda ospedaliera, che dovrebbero essere abilitate, ma le stesse sostengono di non potere erogare i contraccettivi gratuitamente e che occorre andare in un consultorio.
"Mi armo di una buona dose di pazienza, prendo un autobus e vado al consultorio in via Beroaldo con la mia bella ricetta già fatta, ma qui mi viene negata la pillola perché la ricetta è stata emessa dal consultorio Mazzacorati", racconta.

L'odissea, però, non è ancora finita e, se la salute sessuale delle persone non fosse una cosa seria, il seguito sarebbe perfetto per la sceneggiatura di uno spettacolo comico: "Dato che la ricetta mi scade a fine mese, chiedo se ne posso fare un'altra da loro e farmi dare da loro la pillola (facile, no?). Ovviamente posso, ma devo prenotare una visita ginecologica (andando al cup e pagando il ticket) e il primo posto libero è tra 3 settimane. Niente da fare nemmeno qui". A questo punto la giovane si reca al Mazzacorati: "potrebbero darmi la pillola, ma dato che il piano terapeutico che mi hanno fatto scade a fine mese devo tornare martedì prossimo, giorno in cui un* ginecolog* mi firmerà un altro foglio esattamente uguale a quello che ho già ma con data diversa. Avrebbero potuto farlo anche oggi, ma non avevo la prenotazione, per cui sebbene la dottoressa presente fosse libera non era autorizzata a fornirmi alcuna prestazione".

ASCOLTA L'INTERVISTA AD ILARIA:

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