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Continua la protesta dei lavoratori di Cinecittà

Le proteste dei lavoratori di Cinecittà contro i licenziamenti e contro la chiusura degli studios più famosi d'Italia continua. Non senza difficoltà ma sicuramente con determinazione.


di Selene Cilluffo
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Non si fermano le lavoratrici e i lavoratori di Cinecittà, né vanno in vacanza: tutta l'estate passata in protesta, poi lo sbarco alla Mostra del Cinema di Venezia e adesso la rete che vuole tutelare il X municipio di Roma. 

Nonostante l'estate, le occupazioni, l'arrivo della protesta alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, i lavoratori e le lavoratrici di Cinecittà Studios continuano la protesta. La mobilitazione, iniziata il 4 Luglio contro il trasferimento di 250 lavoratori che rischiavano il licenziamento, vuole scongiurare la chiusura degli studi di Roma e fermare il cemento di Luigi Abate, per evitare "l'ultimo ciak". Una storia che oramai dura più di un'estate, una protesta che non si stanca per la tutela della cultura e del lavoro.

"Ancora una volta vogliono disfarsi di una parte storica di eccellenza del nostro paese, ancora una volta la loggia della finanza e del mattone vuole prevalere sul modello di sviluppo sostenibile per la nostra città - così afferma in un comunicato Cinecittà Bene Comune, la rete di sostegno del X municipio di Roma, formatasi dopo l'inizio delle proteste - Cultura, lavoro, professionalità, creatività vengono messe al bando da un piano truffa nel silenzio della politica che parla di rilancio del cinema a parole ma di fatto non osa opporsi agli interessi individuali di Luigi Abate e la sua cricca"


Ascolta l'intervista a Manuela Calandrini, lavoratrice di Cinecittà

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