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Congresso Pd, in Emilia è rivolta

Dopo il caos della direzione nazionale, dalla nostra regione piovono critiche ad Epifani.


di Alessandro Canella
Categorie: Politica
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Il pasticcio della direzione nazionale del Partito Democratico solleva quest'oggi fortissime critiche dagli esponenti emiliano romagnoli. Zacchiroli: "Chi mina il governo Letta è Epifani". Zoffoli: "La paura di cambiare rende ridicoli".

Primarie il 24 novembre, anzi no. Regole congressuali subito o a fine settembre. I contraccolpi del pasticcio consumatosi ieri alla direzione nazionale del Partito Democratico si fanno sentire oggi nella nostra regione, con molti esponenti di aria renziana che non la mandano a dire al segretario pro-tempore Guglielmo Epifani. Se la temperatura metereologica è calata, ad alzarsi è quella politica, con critiche aperte e forti a quella che fino ad oggi è stata la maggioranza del partito, abbandonata anche dal sindaco di Bologna Virginio Merola, firmatario di un appello per il congresso e lo scioglimento del governo.

Ad alzare la voce, ad esempio, è Damiano Zoffoli, consigliere regionale del Pd, che attacca duramente il gruppo dirigente del partito. "Il 24 novembre primarie aperte Pd - scrive Zoffoli su Facebook - la direzione nazionale ha deciso di sì, di no oppure forse. La paura di cambiare rende ridicoli". Poi aggiunge: "Siamo in tanti a non capire".
Gli fa eco il consigliere comunale bolognese Benedetto Zacchiroli, che si rivolge direttamente ad Epifani: "Chi davvero logora il Governo è il segretario nazionale del Pd, Guglielmo Epifani, e la sua squadra, non mettendo fine all'incertezza sul congresso".

C'è anche chi, come Piergiorgio Licciardello, presidente della direzione bolognese del partito, è preoccupato per questioni tecniche come la tempistica. "Onestamente quello che mi colpisce non è tanto la settimana in più o in meno per l'elezione del segretario nazionale - segnala su Facebook - quanto l'inesorabile schiacciamento dei congressi per i livelli locali".
A scalpitare sono anche i sostenitori di Gianni Cuperlo, come il deputato Andrea De Maria, che osserva: "Il Pd deve andare a congresso in tempi certi e senza ulteriori dilazioni. Non sono ammesse su questo punto confusioni e ambiguità".

Il congresso Pd diventa anche oggetto di scontro col M5S. "Quanto non vorrei parlare del Pd - afferma il deputato grillino Giorgio Sorial, durante un intervento alla Camera - che facciano questo benedetto congresso, per l'economia dei lavori in aula". A rispondergli è il renziano Matteo Richetti: "Si tende parlare di ciò che si desidera, quindi parlerò dei problemi del Paese. Chi di congresso ne patisce parecchia voglia è giusto che ne parli, perchè non sa come è fatto".

Tags: Politica, Pd

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