Questo weekend a Verona si terrà il XIII Congresso Mondiale delle Famiglie, l’appuntamento annuale di antibortisti, sostenitori della famiglia “naturale” e No Gender. Ma chi sono questi fondamentalisti del patriarcato di tutto il mondo? Ne abbiamo parlato con Carlotta Cossutta di Non Una Di Meno

Ci sono alcune cose molto importanti da dire sul tredicesimo Congresso Mondiale delle Famiglie che si terrà questo weekend a Verona prima di andare a scoprire chi sono le figure che lo animano. Prima di tutto va detto che a differenza di quanto succede solitamente il sessismo, la misoginia e l’omofobia caratterizzanti questa tre giorni non sono nascosti neanche malamente. Per quanto ci sia stato il tentativo di normalizzare i contenuti promossi dal Wcf, è sufficente una rapida occhiata al sito promotore dell’iniziativa a coglierne l’impostazione (guardare per credere). È vero che i termini utilizzati riconducono ad un tentativo di normalizzare i contenuti fortemente reazionari e violenti promossi nell’ambito di queste giornate, perché chi potrebbe mai dire di essere contrario a “le mamme e i papà”? Però la sostanza, riscontrabile sia nelle tante dichiarazione più volte riportate sui giornali sia nei contenuti stessi del sito, è quella di un incontro di soggetti promotori di un’idea di “famiglia naturale” che di naturale non ha nulla, se non quella di essere utile al controllo sociale della riproduzione della forza lavoro. Insomma, riciclando uno slogan che si è sentito in molte piazze lo scorso 8 marzo, “il piano del governo non è da indovinare, è la nazione bianca ed eterosessuale”. Per citare giusto qualche dichiarazione in questo senso si pensi a quanto detto sull’omosessualità da Massimo Gandolfini, presidente del Family Day, secondo cui l’omosessualità altro non è che “un disagio identitario, la cui unica soluzione è quella di correggerlo”. Ma anche alle parole di Dmitri Smirnov, Presidente della Commissione patriarcale per la famiglia e la maternità della Chiesa ortodossa russa, che in riferimento all’aborto dichiara che “aspettarsi qualsiasi tipo di vita felice dopo l’infanticidio è semplicemente ridicolo. Una persona non può trovare la felicità se è l’assassino dei suoi figli. Se vogliamo essere salvati questi cannibali devono essere spazzati via dalla faccia della terra. Non dovremmo permettere alle lesbiche e omosessuali occidentali di adottare bambini russi”. L’elenco delle dichiarazioni raccapriccianti è lungo, e per chi volesse approfondire il tema, tra gli altri, si guardi qui qui e qui.

“Non fanno nulla per mascherarsi -sottolinea Carlotta Cossutta di Non Una Di Meno è molto preoccupante quanto è assolutamente palese questo disegno se si va sul loro sito, a testimonianza del fatto che non pensano più neanche ci sia necessità di nascondersi. Un altro degli internazionali che si presentano e che ci svela alcune delle origini di questo congresso che è Dmitri Smirnov, che è un arciprete ortodosso russo ed è uno dei religiosi mediaticamente più forti in Russia in questo momento. Quindi come dire una figura che esprime in qualche modo anche una posizione della chiesa ortodossa Russa e come molti degli invitati a questo congresso ha rilasciato delle dichiarazioni abbastanza gravi come dire che l’omosessualismo è un peccato esattamente come l’uso di droga, uccidere la gente per strada o rapinare una banca. Ed è un uomo che davvero è preoccupante per la sua presenza perché non è un prete qualunque ma è il presidente della commissione patriarcale per la famiglia per cui ricopre una carica importante dentor la chiesa”.

Partendo dal presupposto che la natura del Wcf sia abbastanza palese anche nelle dichiarazioni stesse degli organizzatori, un altra cosa importante da sottolineare è la crucialità del fatto che quest’anno si tenga in Italia. Perché il Wcf negli anni si è tenuto in ambienti che si potrebbero definire accoglienti rispetto ad un determinato tipo di idee, basti citare le ultime due edizioni che si sono tenute in Ungheria nel 2017 e in Moldavia nel 2018. Ma danno un segnale in questo senso anche gli endorsement distribuiti dall’International Organization for the Family, organizzatrice dell’evento, che negli ultimi anni ha pubblicato articoli entusiasti rispetto all’operato di Trump negli Stati Uniti e più recentemente a quello di Bolsonaro in Brasile. Insomma, ospitando questa edizione del Wcf, e offrendole il patrocinio del Ministero a famiglia e disabilità unitamente a quello della provincia di Verona, del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, l’Italia si inserisce in un panorama politico internazionale decisamente inquietante non solo sul fronte delle battaglie femministe ma anche e più semplicemente su quello dei diritti civili.

Questo ci conduce ad un ultimo tema altrettanto importante, ovvero quello della retorica del “Medioevo che arriva a Verona”. Una frase ripetuta, in diverse varianti, svariate volte nelle ultime settimane. Per quanto questa frase sia rappresentativa e in qualche modo sia confortante constatare che a tanti livelli ci sia resi conto della gravità di quanto sta per svolgersi nella città veneta, è importante sottolineare come la presenza del Wcf in Italia non sia tanto una presenza anomala quanto la conferma di una realtà quotidiana e tristemente radicata nei territori e nel nostro Paese. Non solo perché interverranno tre ministri italiani, nelle persone di Salvini, Fontana e Bussetti, insieme ad altre figure politiche come il senatore Pillon tristemente noto per il suo disegno di legge. Ma anche, e soprattutto, perché tra i relatori ci sono figure come “Gandolfini – spiega Carlotta Cossutta – che insieme a Costanza Miriano, che anche lei andrà, è uno proprio degli ideatori di tutte queste campagne, uno degli ideatori appunto delle sentinelle in piedi uno dei pricipali esponenti dei movimenti antigender in Italia oggi. Per cui come dire le presenze sono molto chiare dal punto di vista politico e dal punto di vista di che tipo di provenienza hanno le persone che partecipano a questo congresso”.

In risposta alla rassegna degli orrori descritta fin qui Non Una Di Meno ha lanciato la tre giorni Verona città transfemminista, di cui abbiamo già parlato qui, che vedrà laboratori, incontri e una grande manifestazione nel pomeriggio di sabato.

ASCOLTA LE PAROLE DI CARLOTTA COSSUTTA: