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Comune vs Vigili, Usb: "Non è vero che non vogliamo lavorare di notte"

La vertenza tra l'Amministrazione e i lavoratori della Polizia Municipale.


di Alessandro Canella
Categorie: Lavoro
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Il braccio di ferro tra Comune e Polizia Municipale non si gioca sui turni notturni, ma sull'organizzazione complessiva. Lo spiega Gianni Cavicchioli, rsu di Usb per i vigili urbani. "Vogliono farci lavorare 18 ore in due giorni. Se non ritirano l'atto unilaterale si va allo stato di agitazione".

I lavoratori della Polizia Municipale non vogliono lavorare di notte? Lo hanno scritto tutti i giornali cittadini, riprendendo anche le parole del sindaco Virginio Merola, ma per gli agenti si tratta di una lettura falsa del problema. A spiegarlo, ai nostri microfoni, è Gianni Cavicchioli, rsu dell'Unione Sindacale di Base per la Polizia Municipale, che spiega come l'oggetto del contendere sia la riorganizzazione generale del Corpo.
"Noi già lavoriamo la notte - spiega Cavicchioli - e i nuovi turni sarebbero forse meglio di quelli che facciamo. Il problema è il Comando voleva estendere questo servizio puntando su straordinari, pensando che ci sarebbe stata la coda per aderire, mentre così non è stato, e facendoci lavorare 18 ore su 48, invece di 12".

I sindacati imputano al Comune la responsabilità del braccio di ferro a cui si è arrivati. "Un anno e mezzo fa c'è stato un accordo - spiega il sindacalista - che aveva trovato un equilibrio rispetto a servizi ed organizzazione. Successivamente il Comando e l'Amministrazione hanno provato a portare avanti una riorganizzazione che si sta dimostrando fallimentare e vogliono farne ricadere le conseguenze sui dipendenti, in modo unilaterale, senza un confronto con sindacati e lavoratori".
Cavicchioli lamenta che la trattativa è andata avanti in modo confuso, col Comune che per ben quattro incontri non ha manifestato le proprie richieste. Fino alla delibera di riordino votata a Palazzo D'Accursio in modo unilaterale, che se non verrà ritirata porterà alla proclamazione dello stato di agitazione.

Alcuni dei nodi più caldi riguardano la gestione della mobilità, che il Comandante vorrebbe ripendere sotto il proprio controllo, mentre i sindacati vorrebbero lasciare ad una gestione con regole certe e trasparenti; i turni notturni impostati su straordinari invece che attraverso una riorganizzazione complessiva del personale; le nuove assunzioni, di cui circa la metà non è ancora certa; la questione delle sedi, che per i sindacati non sono adeguate per il personale impegnato.
Giovedì prossimo, 23 luglio, sindacati e Amministrazione avranno un incontro. Usb annuncia già che, se l'atto unilaterale del Comune non verrà ritirato, comincerà subito la protesta.


Ascolta l'intervista a Gianni Cavicchioli

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