Radio Città Fujiko»Notizie

Il Comune di Torino esce dall'Osservatorio sul Tav

Questa mattina l'annuncio della giunta Appendino.


di redazione
Categorie: Movimento, Politica
TorinoTav.jpeg

Torino uscirà dall'Osservatorio sul Tav. Lo ha annunciato questa mattina la giunta del sindaco Appendino (M5S). L'osservatorio è un tavolo di confronto istituzionale il cui prerequisito è l'accettazione dell'opera. Il governo: "Andremo avanti lo stesso". La No Tav Simonetta Zandiri: "Annuncio tardivo, più strumentale che efficace".

Il Comune di Torino uscirà dall'Osservatorio sul Tav. L'annuncio è arrivato questa mattina in una conferenza stampa in streaming da parte della giunta guidata dalla sindaca pentastellata Chiara Appendino. In particolare, è stata depositata una mozione che verrà votata in Consiglio comunale e che ufficializzerà l'uscita dal tavolo di confronto sulla linea Torino-Lione.
"L'osservatorio è un tavolo di confronto istituzionale - spiega ai nostri microfoni Simonetta Zandiri, attivista No Tav di Torino - per partecipare al quale il prerequisito è dichiararsi favorevole all'opera. Si discute il come e non il se, insomma".

L'Osservatorio, dunque, perde un pezzo importante, l'Amministrazione del capoluogo di Regione, ma la notizia non sembra spaventare il governo, che ha fatto sapere che andrà avanti comunque con la realizzazione dell'opera.
Una dichiarazione, quella dell'esecutivo, che trova un riscontro anche nella riforma costituzionale che gli italiani saranno chiamati a valutare domenica prossima, 4 dicembre, col referendum. Uno dei punti della riforma, infatti, prevede il ritorno allo Stato della competenza in materie come le infrastrutture e l'energia, che oggi permettono anche ai territori di dire la loro.

La dichiarazione dell'Amministrazione torinese, però, lascia scettica anche Zandiri, ma per ragioni opposte a quelle del governo. "Doveva avvenire prima, poiché era prevista nel programma elettorale dello stesso M5S", sostiene l'attivista, per la quale la tempistica ha il sapore strumentale proprio in vista del referendum.
"Se il Comune di Torino avesse dato l'annuncio ai tempi della sentenza del maxiprocesso sui fatti di Chiomonte - osserva Zandiri - probabilmente avrebbe smontato la tesi dell'accusa nei confronti dei No Tav, tesa a dipingere i manifestanti come cattivi e i politici come buoni".

Non sarà quindi la scelta del Comune di Torino a spostare l'asse sulla realizzazione dell'opera. Magari avrà un po' di risalto mediatico e servirà a cambiare alcuni orientamenti nell'opinione pubblica, ma non impedirà la realizzazione dell'opera che, con una programmazione "a fasi", in un primo momento non toccherebbe nemmeno il capoluogo.
La giunta torinese, secondo Zandiri, sembra più voler cavalcare la lotta No Tav che impedire la reale realizzazione dell'opera: "Non a caso in conferenza stampa hanno ripetuto più volte in pochi minuti che l'addio all'Osservatorio avverrà per ragioni tecniche e non ideologiche".

In generale, però, il movimento accoglie la notizia in modo positivo. Sul sito NoTav.info  si parla de "l'inutile osservatorio" e si sottolinea che per i sostenitori dell'opera la decisione rappresenta uno smacco.
Il provvedimento rappresenta "un segnale politico forte in attesa che la Camera approvi la legge di ratifica tra Italia e Francia ignorando completamente il No del nostro territorio e tutte le ragioni ampiamente divulgate in questi anni".


Ascolta l'intervista a Simonetta Zandiri

Ascolta Online


realizzato da Channelweb srl  /  progetto grafico Eddy Anselmi  /  P. IVA 00954970372

Questo sito web impiega cookie tecnici e di profilazione, proseguendo nella navigazione si acconsente al loro utilizzo close[ informazioni ]