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Coldiretti: "È allarme siccità"

Allarme siccità in Emilia Romagna


di Alessandro Canella
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Il caldo del 2011 e l'assenza di piogge portano i bacini sotto la media stagionale. Il Po affronta una magra "estiva". Gli agricoltori: le lavorazioni saranno più difficili. Se non piove cresceranno i prezzi di frutta e verdura.

Il freddo di questi giorni forse potrà aiutare a superare i problemi dell'assenza di precipitazioni che stanno mettendo in difficoltà le stazioni sciistiche. Di sicuro non serve ad aiutare l'agricolutura e gli altri settori che necessitano di un approvvigionamento idrico.
La situazione di fiumi e bacini è critica, tanto che Coldiretti parla già di allarme siccità. E siamo a gennaio.

La situazione si è venuta a creare per il caldo torrido dell'estate scorsa, che il Cnr ha definito come la più calda degli ultimi due secoli. L'autunno-inverno del 2001 e l'avvio del 2012 non hanno aiutato: l'assenza di precipitazioni, siano esse nevose o piovose, ha fatto scendere preoccupantemente i livelli di tutti i bacini dell'Emilia-Romagna, a cui manca un terzo dell'acqua presente in questa stagione. Situazione ancor peggiore per il Po, che si trova in una situazione di magra paragonabile a quella dei periodi estivi.

Secondo Coldiretti, gli effetti dell'assenza di precipitazioni nel mondo dell'agricoltura si fanno già sentire. "I terreni sono più duri e le lavorazioni, di conseguenza, sono più costose", spiega ai nostri microfoni Alessio Scalas, responsabile dei settori Giovani, Area e Cooperazione dell'associazione di agricoltori. "Qualcuno teme che l'acqua verrà a mancare soprattutto in primavera, quando le piante sono in fase di crescita".
Problemi che possono causare danni ingenti e rischiano di riverberarsi anche sul mercato dei prodotti ortofrutticoli. "È brutto dirlo - ammette Scalas - ma in un periodo di crisi economica come quello che sta vivendo l'Italia, c'è il rischio che la siccità faccia lievitare i prezzi".

Le previsioni meteo a breve termine, del resto, non paiono disegnare spiragli all'orizzonte.
In una situazione del genere, quindi, occorre risparmiare quanta più acqua possibile ed assicurarsi che l'efficienza dei sistemi di irrigazione sia la massima possibile.
"Spesso molta acqua viene dispersa lungo i canali di irrigazione - spiega l'esponente di Coldiretti - perciò occorre una manutenzione costante di altissimo livello".
Scalas, in questo senso, manifesta un segnale di ottimismo: "I consorzi di bonifica della nostra regione hanno molto da insegnare a tutto il resto d'Italia".


Ascolta l'intervista ad Alessio Scalas
Tags: Ambiente

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