Radio Città Fujiko»Notizie

Clima, gli effetti del disimpegno degli Usa

Le conseguenze della scelta di Donald Trump sul clima.


di Alessandro Canella
Categorie: Ambiente
Trump.jpg

Anche se non si conoscono ancora le modalità, il disimpegno degli Stati Uniti dall'accordo di Parigi provocherebbe gravi conseguenze sul versante normativo, ambientale e dei fondi per i Paesi in via di sviluppo. Il G7 Ambiente di Bologna sarà quindi un momento storico, ma la credibilità del vertice è molto poca.

È una questione di ore e conosceremo quali sono le posizione ufficiale degli Stati Uniti rispetto all'accordo di Parigi sul clima. Le indiscrezioni circolate ieri sul disimpegno voluto da Donald Trump trovano implicite conferme dalla stessa Casa Bianca e, avendo assistito al negazionismo del presidente statunitense sul tema dei cambiamenti climatici in campagna elettorale, l'unica cosa che occorre capire è con che modalità avverrà. Gli Stati Uniti, infatti, potrebbero addirittura uscire dalla Convenzione sul Clima dell'Onu.

Gli effetti della decisione saranno comunque significativi e tragici, dal momento che ad uscire di scena è il Paese che contribuisce per il 25% al cambiamento climatico.
"Ci sono effetti normativi, come il venir meno del principio di responsabilità comune e differenziata in funzione delle emissioni storiche, dunque il venir meno anche del principio di giustizia ambientale", spiega ai nostri microfoni Francesco Luca Basile, che seguì i negoziati di Cop21 a Parigi e ora figura tra gli organizzatori del G7M, il controvertice che si terrà a Bologna nei giorni del G7 Ambiente.

Le conseguenze, però, saranno anche sul clima. Gli Stati Uniti potrebbero decidere di non tagliare - come invece promesso - il 28% delle emissioni, rendendo quindi più difficile raggiungere l'obiettivo del contenimento dell'aumento entro i 2 gradi della temperatura globale.
Infine c'è la questione dei fondi ai Paesi in via di sviluppo, affinché non riproducano modelli non ambientalmente sostenibili. La conferenza Onu aveva previsto un impegno di 100 miliardi di dollari, ma senza gli Stati Uniti c'è grande incertezza per una parte consistente di quei fondi.

Una domanda che sorge spontanea è se il disimpegno statunitense potrebbe avere un effetto a catena su altri Paesi e se questo cattivo esempio spingerà altri a defilarsi. Su questo tema Basile è ottimista, visto il meccanismo dell'accordo di Parigi basato sulle strategie nazionali. "Il rischio però è che possa allentare gli impegni di già ha sottoscritto poco convintamente l'accordo di Parigi".

Per chi, come Basile, era già critico verso l'impostazione del vertice del G7 Ambiente, dal momento che i Paesi che ne fanno parte spingono ancora troppo sulle fonti fossili, la scelta di Trump suona come uno schiaffo al vertice stesso. "L'appuntamento di Bologna si pone all'incrocio di un momento storico - osserva Basile - Alla luce della posizione statunitense abbiamo la dimostrazione che il G7 sulle questioni importanti che riguardano l'umanità non conta nulla. Quelli continuano a fare accordi sul commercio che ripropongono lo stesso modello di sviluppo".
Sarà dunque importante che gli attivisti, gli ambientalisti e i cittadini facciano sentire forte la propria voce.


Ascolta Online


realizzato da Channelweb srl  /  progetto grafico Eddy Anselmi  /  P. IVA 00954970372

Questo sito web impiega cookie tecnici e di profilazione, proseguendo nella navigazione si acconsente al loro utilizzo close[ informazioni ]