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Clima d'emergenza

Momenti di tensione hanno segnato la manifestazione, nata pacificamente, di Parigi contro il cambiamento climatico


di redazione
Fonte Le Monde

Domani inizia Cop21, la ventunesima conferenza internazionale sul clima, a cui prenderanno parte 147 capi di stato.  Per motivi di sicurezza il governo francese ha proibito cortei, ma i manifestanti scendono comunque in piazza. In poco tempo Place de la Republique diviene teatro degli scontri tra polizia e manifestanti. Intanto poco prima delle 17 la prima riunione a Le Bourget che precede l'avvio dei lavori.  

Vietati i cortei per motivi di sicurezza nella Parigi ancora sconvolta dagli attentati terroristici del 13 novembre.  Alla vigilia dell’inizio della Cop21, ventunesima conferenza delle parti della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, momenti di tensione hanno segnato Place de la Republique.

In una Parigi blindata, sono attesi più di 40.000 partecipanti tra delegazioni dei 195 stati membri, rappresentanti della società civile e mezzi d’informazione di tutto il mondo. In questa giornata si aspettava anche l’arrivo di Xi Jinping, presidente della Cina, ritenuta tra i maggiori responsabili di produzione di Co2 insieme a Usa, Ue, India, Russia, Indonesia e Giappone. 120mila uomini armati, tra polizia e esercito, schierati in tutta la Francia, più di 10mila solo a Parigi per proteggere i potenti del mondo. E’ questo lo scenario in cui avrà luogo la conferenza sul clima, che si terrà a Le Bourget, nei pressi di Parigi, dal 30 novembre all’11 dicembre. L’obiettivo è quello di trovare un accordo globale per contenere l’aumento delle temperature globali ben al di sotto dei 2°.  

Era prevista per oggi una grande manifestazione nella capitale francese, poi cancellata per l’allerta terrorismo.  Così, questa mattina, Place de la Republique è stata invasa da diverse paia di scarpe, tra cui quelle di Papa Francesco e il segretario dell’Onu, Ban Ki-Moon, per simboleggiare una marcia silenziosa che chiede ai leader mondiali un cambiamento delle politiche per il clima. Per alcuni non bastava. In tarda mattinata, era nata una catena umana pacifica lungo Boulevard Voltaire, che davanti al Batalclan si era fermata per rendere omaggio alle vittime dei giorni scorsi.

Verso le 14 la situazione si ribalta. La catena diventa un corteo e la tensione aumenta. In pochi istanti Place de la Republique, diventa il teatro dei disordini tra alcuni dimostranti e la polizia.  In uno scontro tra lancio di oggetti e uso di idranti e spry urticanti. Si parla di un centinaio di tute nere che hanno lanciato oggetti, tra cui le scarpe della marcia silenziosa, contro le forze dell’ordine, in tenuta antisommossa, che sin dall'inizio hanno cercato di impedire che il corteo non autorizzato partisse. Dopo iniziali cariche di alleggerimento, arrivano anche blindati e vengono sparati lacrimogeni per disperdere la folla. In tutto erano 10000 erano i manifestanti, secondo Le Monde, la maggior parte dei quali a volto scoperto e alcuni travestiti da clown. Alcuni testimoni dicono di aver visto lanciare persino gli oggetti omaggio per le vittime del terrorismo e subito si forma un cordone dell’iniziale catena attorno alla statua de la Marianne, diventata un memoriale dopo gli attentati. Sono 100 i fermati, fa sapere la Prefettura parigina.

“Stato d’emergenza, stato di polizia, non ci toglierete il diritto di manifestare” recitava uno degli slogan a Place de la Republique. Un diritto che è ribadito anche a Roma da Laura Boldrini, Presidente della Camera, che dalla manifestazione dice no a un accordo a ribasso. “La manifestazione di oggi è la manifestazione di un impegno civico che deve essere di tutti i cittadini per dire che noi tutti siamo disposti a fare la nostra parte per non andare verso il precipizio”. Manifestazioni e cortei in tutto il mondo: da Syndney a Manila, da Berlino a Tokyo, perché in gioco c’è il futuro del pianeta e “non c’è un pianeta B.”

Alina Dambrosio  

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