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Clandestinità, "reato politico ed inefficace"

L'analisi dell'Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione.


di Alessandro Canella
Categorie: Migranti
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Secondo l'Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione, il reato di ingresso e soggiorno irregolare, conosciuto con lo stigma di reato di clandestinità, non ha alcuna efficacia, costa allo Stato ed è solo uno strumento usato per fini elettorali. Quindi va abolito e vanno creati canali di ingresso regolare.

Il reato di ingresso e soggiorno irregolare è inutile ed oneroso. Lo rivela un'analisi dell'Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione, che ha passato al setaccio quello che è conosciuto come il reato di clandestinità, introdotto dall'ex ministro degli Interni Roberto Maroni.
Già lo stigma creato dal nome utilizzato ("clandestinità") dovrebbe dirla lunga, ma se si entra nel merito degli effetti giuridici, si scopre la totale inutilità del reato, che comporta però degli oneri economici per lo Stato. Perciò l'associazione chiede di abolirlo.

"Il reato, contrariamente a quanto si crede, non crea carcerazione - spiega ai nostri microfoni l'avvocato Guido Savio -  La detenzione non può essere prevista perchè punire l'irregolarità con il carcere contrasta con la Direttiva rimpatri come a più riprese affermato dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea".
Il reato comporta solo un'ammenda che va dai 5mila ai 10mila euro e che un migrante non potrà mai pagare, nè le autorità potersi rivalere a livello patrimoniale. I soldi che vengono spesi, però, sono quelli per le procedure giudiziarie, che incidono sulle casse della Giustizia.

E allora qual è il senso? "Il reato fu introdotto nel 2009 per volere dell'allora ministro degli Interni Roberto Maroni ed è sostanzialmente un reato politico - spiega Savio - Il fatto che anche Beppe Grillo abbia detto che se la sua abolizione fosse stata presente nel programma del M5S, il partito avrebbe ottenuto consensi pari ad un prefisso telefonico, è una conferma del fatto che è utilizzato solo per scopi elettorali e che serve a dare una pessima immagine dell'immigrato".
Secondo l'Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione, quindi, il reato dovrebbe essere cancellato e, al contrario, dovrebbero essere aperti dei canali per l'immigrazione regolare, che la Bossi-Fini ha ristretto fino ad una quasi totale chiusura.


Ascolta l'intervista a Guido Savio

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