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Cittadinanza, nuova legge al via alla Camera

Parziale passaggio da ius sanguinis a ius soli. Ed è già tempo di emendamenti 'al ribasso'.


di Alessandro Albana
Categorie: Politica, Migranti, Società
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È iniziato ieri alla Camera l'iter per l'approvazione della nuova legge sulla cittadinanza. La norma, presentata dal Pd, abbandona parzialmente lo ius sanguinis in favore di uno ius soli moderato. Ncd ha però presentato emendamenti restrittivi. L'Asgi: "Passo avanti se legge è approvata, ma temiamo compromessi al ribasso".

In molti la chiedevano da anni e ieri ha finalmente iniziato il suo iter in Aula. Si tratta della nuova legge sull'acquisizione della cittadinanza, che modifica parzialmente l'impianto mantenuto finora, quello dello ius sanguinis.

Secondo le norme vigenti, nel nostro Paese ogni nuovo nato acquisisce la cittadinanza dei genitori, da cui l'espressione 'ius sanguinis'. L'Italia è tra i Paesi europei più severi in tema di acquisizione della cittadinanza.
Il testo arrivato alla Camera abbandona, in parte, lo ius sanguinis in favore di uno ius soli moderato, ovvero di vincoli legati alla residenza sul territorio nazionale. Inoltre, come spiega Giulia Perin di Asgi (Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione), "Il progetto che arriva in Aula contiene norme che si concentrano sui minori stranieri".

Queste le norme principali contenute nel testo: "Uno, è cittadino italiano il bambino nato in Italia da genitori residenti in Italia da almeno cinque anni, ed avere altri requisiti, tra i quali un reddito minimo - riporta Perin - Mentre un'altra norma collega il diritto all'acquisizione della cittadinanza al fatto di aver compiuto un percorso di studi, in particolare primari, in Italia".

Nella sua forma attuale, il primo criterio è stato emendato da Ncd, che ha voluto che si introducesse la soglia minima dei cinque anni perchè questa costituisce precondizione per ottenere il permesso di soggiorno a tempo indeterminato. Quindi, oltre a un reddito minimo, i genitori del richiedente cittadinanza devono essere in possesso o aver richiesto il permesso di soggiorno a tempo indeterminato.
La campagna che in questi anni ha spinto per un cambio di paradigma sulla cittadinanza, di cui fa parte anche Asgi, "Si sta battendo perchè questo criterio venga abbandonato, e si faccia invece riferimento al soggiorno legale dei genitori".

La seconda previsione incassa invece il sostegno di Asgi: "Costituirebbe . commenta Perin - Un miglioramento dell'attuale situazione". Anche in questo caso, però, Ncd ha voluto dire la sua con un emendamento che indica come necessaria la conslcusione con successo del percorso di studi. Dunque chi viene bocciato dovrà aspettare per la richiesta della cittadinanza.

Siamo solo all'inizio, ma se il testo fosse approvato "finalmente anche l'Italia avrebbe una legge che si conforma a quella che ormai è la nostra popolazione. Sarebbe un passo avanti", dichiara ancora Giulia Perin. Ma se l'ottimismo non manca, nel mondo delle associazioni è forte anche la consapevolezza che il percorso è lungo e complesso: "Quello che temiamo - conclude Perin - Sono ulteriori compromessi al ribasso. Speriamo che le forze politiche che hanno obiezioni non sviliscano questo testo e non ci facciano rimanere nella situazione attuale, che è una situazione di vera esclusione delle persone".


Ascolta l'intervista a Giulia Perin

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