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Cioccolato amaro, Cna vuole licenziare 70 dipendenti

Sciopero e presidio dei lavoratori dopo l'annuncio di 70 licenziamenti.


di Alessandro Canella
Categorie: Lavoro
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Sciopero e presidio in concomitanza con l'incontro tra i vertici di Cna e i sindacati. Proprio durante lo svolgimento del Cioccoshow, la confederazione bolognese degli artigiani vorrebbe licenziare 70 lavoratori, cui rischiano di aggiungersi altri 24 precari, per far fronte alla crisi. I sindacati non ci stanno: "Abbiamo già dato il nostro contributo, recuperando 4 milioni di euro. I lavoratori non possono pagare le inefficienze della dirigenza.

La storia si ripete e il Cioccoshow sembra essere di nuovo il ring dello scontro. Proprio in coincidenza dell'iniziativa dedicata al cioccolato e proprio come era successo l'anno scorso, la Cna di Bologna ha manifestato la volontà di licenziare 70 dipendenti per far fronte ai problemi economici legati alla crisi.
A cambiare, in questa sceneggiatura, sembra essere la posizione dei sindacati, che l'anno scorso avevano fatto tornare sui propri passi la confederazione degli artigiani senza un'ora di sciopero e trasformando la mobilità coatta pensata dall'azienda in una mobilità volontaria e incentivata, che ha coinvolto una quarantina di lavoratori prossimi alla pensione.

Dopo aver assistito, nell'ottobre scorso, alla disdetta del contratto integrativo aziendale, questa volta i sindacati hanno proclamato un pacchetto di 30 ore di sciopero, di cui le prime 8 si sono svolte oggi. Davanti alla sede di Cna in zona Fiera, inoltre, è previsto un presidio che accompagnerà l'incontro tra azienda e sindacati.
"Oltre ai 70 licenziamenti che Cna vorrebbe - spiega Stefania Pisani della Filcams Cgil - rischiano di perdere il posto anche 24 precari, perché è difficile che vengano rinnovati se non ci sono risorse per pagare i lavoratori stabili".

Quello che i rappresentanti dei lavoratori diranno al tavolo coi dirigenti è una sorta di "adesso basta, abbiamo già dato". In particolare, dal 2013 ad oggi, sono stati fatti diversi accordi di crisi che hanno portato ad un risparmio complessivo di 4 milioni di euro sul costo del lavoro.
"Ciò che è mancato - osserva Pisani - è altrettanta serietà dei dirigenti sulla riorganizzazione, che ancora aspettiamo. È inaccettabile che debbano essere ancora i lavoratori a pagare le inefficienze della dirigenza".


Ascolta l'intervista a Stefania Pisani

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