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Cile. Bachelet in vantaggio, ma sarà ballottaggio

L'ex-presidente al 45,1%, la candidata della destra si ferma al 24,8%


di Francesco Ditaranto
Categorie: Esteri
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Elezioni presidenziali in Cile. Michelle Bachelet arriva saldamente in testa, ma non raggiunge la maggioranza assoluta. Tra un mese dovrà vedersela al ballottaggio con Evelyn Matthei, candidata della destra. Uno scontro tra le figlie di due generali in un paese in continua transizione.

Sembrava una sfida tra i due Cile che ancora convivono, più che un'elezione presidenziale. Da una parte Michelle Bachelet, figlia di un generale fedele a Salvador Allende che pagò la sua scelta con le torture e la morte. Dall'altra Evelyn Matthei, figlia di uno dei generali che componevano la giunta di Pinochet. Prima del golpe i due militari erano amici. Le due famiglie erano amiche. Le piccole Michelle e Evelyn erano amiche. Poi il golpe che cambiò le sorti di un paese intero.

Per questo le elezioni cilene avevano una così grande importanza, quasi che il paese si confrontasse un'altra volta con la sua storia. Bachelet, che probabilmente si avvia a vincere il ballottagio del 15 dicembre ha un programma molto ambizioso, tra i cui punti figura la riforma della costituzione, che risale al periodo della dittatura.

"La destra esce molto ridimensionata perchè non ha raggiunto il suo 30% quasi storico, poichè la candidata Matthei era una candidata squallida e di ripiego" dice Juan Contreras, presidente dell'associazione Amanecer.

"Bisogna approfondire e continuare il processo democratico in Cile, perchè finchè ci sarà la costituzione fatta dal regime di Pinochet, non ci sarà piena democrazia. Ma questo processo democratico -dice Contreras- sta andando avanti e lo dimostra l'elezione dei 4 dirigenti del movimento studentesco cileno."

Dietro alla sconfitta della destra, per Contreras, c'è un'incapacità di governare che ha sensibilmente rallentato la crescita, portando ad una risposta di massa del popolo cileno.

"E' importantissimo tenere conto del fatto che per la prima volta la coalizione di sinistra comprende anche il Partito Comunista, che era sempre stato extraparlamentare" conclude Juan Contreras:





Ascolta l'intervista a Juan Contreras
Tags: Golpe, Cile

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