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Cile, Bachelet: "Annulleremo l'amnistia pro-Pinochet"

L'annuncio nell'anniversario del golpe che destituì Salvador Allende.


di redazione
Categorie: Esteri
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Una manifestazione delle famiglie dei desapareçidos cileni.

Nell'11 settembre cileno, anniversario del colpo di Stato che rovesciò Salvador Allende, la presidente Michelle Bachelet annuncia un progetto di legge per cancellare l'amnistia sui crimini commessi dalla dittatura del generale Augusto Pinochet.

Potrebbe essere ricordato come un 11 settembre di giustizia quello del 41° anniversario del golpe di Augusto Pinochet in Cile, ai danni del presidente socialista Salvador Allende. La presidente attuale, Michelle Bachelet, ha infatti manifestato l'intenzione di voler sopprimere l'amnistia di cui hanno goduto gli esponenti della dittatura durante gli anni che vanno dal 1973 al 1978, introdotta proprio per coprire con l'immunità i crimini commessi.
Il progetto di legge annunciato dalla Bachelet avrà un effetto retroattivo e permetterà di riesaminare i tanti casi di violenze, omicidi e torture registrati durante la dittatura di Pinochet, per i quali finora non è stato possibile procedere proprio in virtù dell'amnistia voluta dallo stesso generale nel 1978.

"Tutti i cileni democratici sono felici per questa notizia - commenta Leonardo Barçelò, esule cileno e consigliere comunale a Bologna - La presidente Bachelet ha aggiunto un punto di giustizia per le persone perseguitate dalla dittatura e ha lanciato un messaggio affinché queste cose non succedano mai più".
Barçelò ricorda anche alcuni terribili numeri della dittatura cilena: sono circa 3mila i desapareçidos di cui non si è saputo più nulla, mentre le persone che hanno subito tortura sono 20mila.

Sulla stessa lunghezza d'onda Juan Contreras, presidente di Amenecer, che saluta come una "cosa importante l'iniziativa della presidente Bachelet, perchè il problema dei diritti umani in Cile non è mai stato chiuso."

Contreras però, pur salutando soprattutto la pressione delle giovani generazioni per giungere alla decisione della presidente, sottolinea come la destra cilena possa tornare a essere pericolosa. Per Contreras la destra, sulla quale fa ricadere la responsabilità dell'attentato verificatosi pochi giorni fa a Santiago, non starà a guardare mentre il governo e il parlamento cercano di dare una svolta progressista al paese.


Ascolta il commento di Leonardo Barçelò

Ascolta l'intervista a Juan Contreras

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