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Cie: aumenta il coro di chi chiede la chiusura

La Cgil scrive a Prefetto e Ministro degli Interni per chiudere il Cie di Bologna.


di Alessandro Canella
Categorie: Migranti
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Cgil, Fp e Silp chiedono a Prefettura e Ministero di chiudere la struttura di via Mattei. Dignità umana, emergenza sanitaria e retribuzioni dei lavoratori i motivi della richiesta. Rossi (Sportello Migranti): "Quelle persone vanno liberate".

Il tema della chiusura del Cie di via Mattei inizia a montare. Dopo la visita del sindaco di Bologna Virginio Merola e le sue dichiarazioni a favore della chiusura, Cgil, Fp e Silp hanno scritto alla Prefettura e al Ministero degli Interni per avanzare una richiesta analoga.
"Noi pensiamo che tutti i Cie vadano chiusi - precisa Anna Rosa Rossi dello Sportello Migranti della Cgil - ma in particolar modo la struttura bolognese, dove c'è un'emergenza sanitaria".

Le motivazioni addotte dal sindacato riguardano dunque sia problemi igienico-sanitari, sia la dignità delle persone recluse, sia le retribuzioni dei lavoratori che operano nella struttura.
"Le ispezioni effettuate - racconta Rossi - hanno evidenziato una situazione addirittura peggiore di quella degli anni scorsi. Mancano il sapone, i vestiti, i bagni sono inagibili, le persone sono sedate". Secondo la sindacalista questo è causato, tra l'altro, anche dalla nuova convenzione, che ha abbassato da 70 a 28 euro la quota giornaliera per ciascun migrante presente nella struttura.

Il taglio economico, inoltre, ha prodotto anche un effetto sulle retribuzioni degli operatori, che attendono lo stipendio di dicembre e aspettano quanto dovuto anche dalla precedente gestione. "Su questo tema il Prefetto si è impegnato ad anticipare gli stipendi", fa sapere l'esponente Cgil.
Il punto più importante resta l'illegittimità della reclusione. "Ricordiamo che nei Cie non si finisce per reati penali - osserva Rossi - ma per essere identificati. Chi arriva al Cie dopo essere stato in carcere, ha già scontato la sua pena e non si capisce perché debba continuare la detenzione".

Dopo la visita e l'appello del sindaco, sul tema era intervenuta anche la garante delle persone private della libertà personale, Desi Bruno, la quale aveva ricordato al primo cittadino che, in quanto massima autorità in campo sanitario, ha il potere di intervenire e chiudere la struttura.
Alla Bruno aveva risposto l'assessore comunale al Welfare, Amelia Frascaroli, che ha osservato come, in caso di chiusura, rimarrebbe il problema di dove collocare le persone provenienti dal Cie.
"Noi non ci poniamo questo problema - commenta Rossi - per noi quelle strutture vanno semplicemente chiuse e quelle persone liberate".


Ascolta l'intervista ad Anna Rosa Rossi
Tags: Migranti, Diritti, Cie

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