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Centro sportivo rossoblù a Granarolo: firmata l'intesa

Siglato l'accordo di programma per il nuovo centro sportivo rossoblù a Granarolo.


di redazione
Categorie: Politica, Società
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Provincia, Comune di Bologna e di Granarolo firmano l'accordo di programma per il nuovo centro sportivo del Bologna F.C. a Granarolo. Il comitato del no: "Rimangono i problemi di traffico, elettrosmog, consumo di suolo e utilità pubblica".

Era attesa ed è arrivata. La firma all'accordo di programma per il nuovo centro tecnico del Bologna F.C. a Granarolo è stata apposta questa mattina dai rappresentanti di Provincia, Comune di Bologna e Comune di Granarolo.
Un progetto corposo, sia per quanto riguarda il terreno agricolo che ora verrà urbanizzato (22 ettari), sia per l'impegno economico: 20 milioni di euro per il primo stralcio, finanziati per l’80% con un prestito a mutuo ventennale dal Credito Sportivo e per il restante 20% dalla società.
Ora spetterà al Consiglio comunale, nella seduta del 4 aprile, ratificare il provvedimento.

"Avevamo fatto delle domande a cui non abbiamo ancora ricevuto risposta", lamenta Gianni Galli, portavoce del comitato contrario all'opera.
Oltre ai problemi di elettrosmog causati dai tralicci dell'alta tensione nella zona dove dovrebbe sorgere la struttura, il comitato segnala altri problemi. Innanzitutto il consumo di suolo, con la trasformazione di oltre 20 ettari di terreno agricolo a urbanizzato; permangono poi i problemi di traffico nella zona e infine i detrattori si chiedono quale sia l'utilità pubblica del nuovo centro sportivo. "Il Comune di Granarolo ha già un centro sportivo, che semmai doveva essere ristrutturato - osserva Galli - mentre il Bologna ha un proprio centro a Castel Debole che poteva essere allargato".

Il comitato, quindi, si riserva di vedere cosa contiene l'accordo di programma siglato quest'oggi e non esclude un ricorso al tar, che lo stesso vicepresidente della Provincia, Giacomo Venturi, quest'oggi ha stigmatizzato.
"Ci dispiace che Venturi usi toni minacciosi - conclude Galli - ma è il sale della democrazia che se un gruppo di cittadini non ritiene di avere avuto risposte sufficienti su un'opera, si rivolga ad un'autorità superiore super partes".


Ascolta l'intervista a Gianni Galli

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